Cronaca

“Non sottovalutate i fastidi alla prostata”

“Non sottovalutate i fastidi alla prostata”: di questo “incubo” o comunque problema che affligge i maschi parliamo con un eccellente urologo, il professor Francesco Saverio Grossi (in foto), docente di urologia all’ Università di Bari sezione di Taranto, direttore del reparto di urologia al Santissima Annunziata di Taranto e nella Asl jonica. A Bari il professor Grossi, barese purosangue, è presente presso la Locazione Servizi Sanitari, gioiello di medicina privata diretta con sapienza e competenza dal dottor Alberto Giammaria.

Professor Grossi, partiamo dalla prostata. Che cosa è?

“E’ una ghiandola che ha forma simile ad una castagna o se volete possiamo paragonarla ad un mandarino. La sua utilità, visto che è sola e tipica del maschi, è quella per la produzione dello sperma e dunque fa parte dell’ apparato genitale. Per la sua collocazione, tuttavia, rientra anche nell’ apparato urinario. Dunque possiamo dire che la prostata è al contempo inserita nell’apparato uro genitale”.

Quali le patologie maggiormente significative ai danni della prostata?

“Possiamo riassumerle in tre filoni. Per quanto riguarda i giovani le patologie sono principalmente infiammatorie ed infettive. Invece andando avanti con l’età una patologia tipica è la ipertrofia benigna, ovvero l’ingrossamento, in poche parole ne aumenta la massa. Poi esiste una terza patologia, molto più grave, che è la ipertrofia maligna, ossia il carcinoma della prostata. Il carcinoma colpisce la parte esteriore della prostata, come se fosse un mandarino intaccato nella buccia, mentre il dentro è sano”.

Da che età bisogna cominciare a fare attenzione alla prostata?

“Fisiologicamente il processo di ingrossamento inizia già tra i venti e trenta anni, quando comincia ad accrescersi il centro della prostata”.

Ipertrofia benigna, quali i sintomi?

“Il più classico è la difficoltà ad urinare e questo già dovrebbe portarci a sospettare. In casi del genere il gettito dell’urina si fa più tenue e meno impetuoso e la vescica tende a svuotarsi meno, di qui la necessità di andare al bagno spesso”.

Tumore alla prostata, come rendersene conto?

“Il tumore è subdolo, perché non invia messaggi chiari subito. Ecco perché è utile effettuare l’esame detto del PSA del sangue, il quale intendiamoci non è esaustivo, può dare falsi negativi e falsi positivi. Però se il valore del PSA esce alto, è come se nel quadro di un’auto si accendesse una spia rossa. E’ il caso di fare accertamenti e subito”.

A quale età bisogna andare dall’ urologo?

“Se non ci sono casi di ereditarietà, direi a 50 anni. In caso opposto a 45. Fare un controllo e una ecografia non  sono pratiche invasive. Con la prostata non si scherza e la prevenzione è utilissima, salva vite”.

Ipertrofia benigna, si può curare?

“Esistono terapie farmacologiche che sia ben chiaro non la fanno scomparire, ma si limitano a farla sviluppare. Non è assolutamente detto che la cosiddetta prostata ingrossata porti immediatamente all’ intervento. Questo lo deve valutare il medico dopo terapia ed esami strumentali”.

Si può vivere a lungo con la prostata ingrossata?

“Certamente sì, con adeguata terapia medica”.

Visita urologica. E’ circondata la leggende metropolitane piuttosto inquietanti

“Capisco quale, ma mettetele da parte. E’ una visita non invasiva che dura al massimo venti minuti. Indubbiamente è fastidiosa ma non dolorosa. Però il suggerisco fatela, con la prostata non si scherza”.

Bruno Volpe

 


Pubblicato il 2 Dicembre 2022

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