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Non-stop informativo: senza tregua la battaglia contro l’Hiv

Per un bel po’ di tempo è quasi scomparso dalle pagine dei giornali, dai servizi in tv e in una parola dall’attenzione dell’opinione pubblica. Ma i radar segnalavano sempre massima allerta contro l’AIDS, e domani, giornata mondiale del primo dicembre per la lotta alla terribile malattia, coincide nel nostro Paese con un importante passo in avanti per la storia dell’HIV. Lo scorso 12 novembre, difatti, le principali comunità scientifiche italiane di studio e ricerca sull’HIV, SIMIT e ICAR, riunite con associazioni e community, hanno finalmente riconosciuto in via ufficiale la validità del principio U=U (Undetectable=Untrasmittable) ossia non rilevabile=non trasmissibile. Si tratta della rivoluzionaria evidenza scientifica secondo la quale una persona con HIV in terapia efficace e viremia non rilevabile, non trasmette il virus. La terapia ART diviene, così, anche un potentissimo strumento di prevenzione (TasP, Treatment as Prevention). In Italia la stragrande maggioranza delle persone con HIV in terapia si trova in stato di non-infettività, una novità dirompente che è necessario il più possibile divulgare nell’opinione pubblica di cui sopra, perché può incoraggiare le persone ad affrontare il test e, in caso di positività, ad accedere subito alle terapie Antiretrovirali. Un accesso tempestivo ai trattamenti permette di tutelare al meglio la salute delle persone con HIV e di evitare che il virus possa essere trasmesso inconsapevolmente ad altri/e. U=U è, inoltre, la migliore arma contro lo stigma e i pregiudizi che ancora gravano su chi vive con l’HIV. Il significativo calo di nuove diagnosi registrato nel 2018, dopo tre anni di lenta, ma costante discesa, è da attribuire, per noi certamente, all’impatto protettivo che la TasP comincia ad avere sulla popolazione generale. Complice la drammatica assenza di efficaci campagne di prevenzione, la trasmissione del virus continua invece oggi a verificarsi, segnala UNAIDS, soprattutto tra chi non conosce il proprio stato sierologico. In Italia si stima che almeno una persona con HIV su quattro non sia consapevole del proprio stato sierologico. Per questo è necessario implementare e incoraggiare l’accesso al test in tutte le sue modalità anche in contesti non sanitari, servizio che la LILA offre da alcuni anni in varie città italiane. Molto resta da fare, dunque, sia sul fronte della consapevolezza sia della prevenzione come si evince, anche quest’anno, dal LILAReport 2019, in diffusione da oggi. Dal rapporto annuale della LILA sullo stato dell’HIV/AIDS in Italia emerge come le conoscenze sulla trasmissione del virus e su come evitare l’infezione siano ancora incerte e confuse in tutte le fasce d’età. Infatti, oltre il 60% dei ragazzi e delle ragazze che hanno già rapporti sessuali, non usano il profilattico o non lo usano con costanza. Dal LILAReport 2019, che analizza le migliaia di contatti con i servizi dell’associazione, giunge anche la conferma di come resti problematico l’accesso al test, sia per un’inadeguata offerta da parte dei servizi pubblici, sia perché il peso dello stigma non incoraggia le persone a conoscere il proprio stato sierologico. Cresce, al contrario, l’accesso ai test rapidi, anonimi e gratuiti nelle nostre sedi, segno dell’efficacia del servizio proposto. Indicativo il fatto che circa la metà delle persone che si sono rivolte ai nostri servizi di testing non avesse mai fatto un test in precedenza; tra loro, molti non si sarebbero rivolti a servizi di tipo più istituzionale. Le persone con HIV si mostrano sempre più attente al tema delle terapie e della TasP, ma segnalano anche un clima perdurante di pregiudizi, stigma e discriminazioni. Inutile dire che CAMA LILA si impegna da anni a diffondere corrette informazioni sulla prevenzione, a favorire l’accesso al test e a diffondere il messaggio U=U. Domani, primo dicembre, in tutte le iniziative e i dibattiti in programma, ma già durante questo week-end, i volontari baresi saranno in campo con l’offerta di test rapidi, punti informativi, iniziative in università e luoghi di ritrovo. Dalle ore 10,00/13,00 ci sarà un banchetto informativo proprio a Bari- via Melo ang. Via Principe Amedeo, sempre a Bari in via Abbrescia 13/21, proiezione “Bohemian Rapsody”, In collaborazione con l’Associazione “Mixed”; ore 20,30/23,00 “TIME OUT “ Pub – via Fanelli, banchetto informativo con distribuzione di Brochure- pieghevoli – profilattici – fiocchetti rossi della solidarietà e lunedì 2 dicembre 2019, dalle ore 9,30/13,30 altri punti informativi a Giurisprudenza, ma anche alla Facoltà di Ingegneria e Medicina in collaborazione con il Coordinamento Universitario “LINK” Bari

 

Antonio De Luigi

 

 

 

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