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Non tramonta mai la voglia di lasciare il segno, ma poi chi ripulisce?

C’è quella a caratteri cubitali e quella piccolina corredata da un cuore, un palloncino o un bell’emoticon… Che poi altro non sarebbero che quelle faccine gialle sempre sorridenti o più tristemente rabbuiate. La maggior parte riempiono le pareti di abitazioni e attività commerciali, qualcuna sui muri di sottopassi o loro ingressi, ma sempre più spesso di questi tempi non risparmiano nemmeno i cassonetti dei rifiuti: le scritte che inneggiano all’amore scoppiato o terminato all’improvviso. Oppure alla squadra del cuore con quelle politicamente scorrette, spesso di destra con svastiche e croci uncinate, ma anche croci e martelli, campeggiano anche vicino a scuole, bar ed enti pubblici, a Bari. Senza sconti per nessuno. Quelle che si vedono nella foto scattata da Gianna Iusco erano, appunto, odiose croci uncinate apparse dalla notte al giorno un mesetto or sono in via Guido De Ruggiero, proprio di fronte all’Istituto Commerciale ‘Panetti’. Chi sarà stato? Beh, a scuole chiuse è difficile pensare che l’autore dell’orrido scarabocchio con vernice spray sia stato uno studente un po’ nostalgico. Per fortuna la mano mossa da intenti politicamente opposti, evidentemente, non gli ha dato scampo e nell’arco di nemmeno ventiquattro ore ci ha messo, come sul dirsi, un’ancor più orrida passata di vernice. Anch’essa nero pece, ovviamente, rendendo il quadro ancor più brutto e desolante e lasciando un marchio difficilmente cancellabile (….chissà fino a quando) vicino all’ingresso d’un condominio, per la precisione a fianco del numero civico 88, coi condomini che già si lamentavano per i marciapiedi sconnessi e pericolosissimi che infestano tutto l’isolato, fino all’incrocio con via Giuseppe Zanardelli e anche oltre. Ma questo è un altro discorso, di cui peraltro ci siamo occupati sulle nostre colonne -in verità senza riscontro da parte dell’Ufficio Tecnico Comunale…- qualche settimana fa. Tornando alle scritte su muri e pareti cittadini, quelle maggiormente gettonate e in voga a Bari, sia in centro che in periferia, sono i richiami alle unioni in seguito alle puntuali e un po’ sgrammaticate dichiarazioni amorose. Ma sempre con uso spray colorato, per essere certi di attirare l’attenzione dell’amato/a. Quante attenzioni, dunque, per questa misteriosa ragazza che probabilmente risiede nel quartiere San Pio. E quanta rabbia per la recente retrocessione forzata della squadra biancorossa del cuore, che scende in serie D, ma …”con dignità”. Magra consolazione. E’ vero, però, che di scritte d’amore son piene da sempre le vie e le piazze, da quando è nata l’idea stessa dei graffiti (ce n’erano perfino nell’antica Roma, ci hanno tramandato Tacito e Cicerone), ma scrivere “Tonia ti amo” francamente non denota granchè, di fantasia. Forse i meno buonisti: “Giò, ti ammazzerò, sei troppo stupido per vivere…” ricorderà pure qualche canzone degli Anni Settanta a chi l’ha vergata in pieno centro, in fondo a via Dante, ma nello spazio relativamente esiguo delle nostre strade sarebbe meglio evitare. Anche per evitare di precipitare di cadere nel cattivo gusto. Ebbene sì: queste scritte, apparse perlopiù nel cuore della notte e fanno puntualmente inviperire residenti, negozianti e personale delle scuole, sarebbero meno appariscenti se funzionassero quelle telecamere di cui il Comune di bari voleva puntellare la nostra Città. E i vandali della bomboletta”, anche a Bari come altrove si affannavo a deturpare muri e muretti, quasi come il miele attira mosche e zanzare. Ma questi vandali dal cuore tenero, si potrebbe dire, sanno che hanno però provocato un danno non da poco. Ripulire pareti, pavimenti e veicoli ha il suo bel costo e se lo spasimante o amante che sia dovesse essere rintracciato dalla Questura, dove ogni tanto arrivano le segnalazioni, avrà un bel da fare per scucire multe e contravvenzioni, visto e considerato che scrivere o tappezzare muri pubblici rappresenta ancora un reato perseguibile a norma di legge. E chissà se, senza saperlo, l’autore di turno non sia stato ripreso dalle telecamere magari presenti in zona. Sempre che fossero funzionanti e in grado di fornire informazioni valide ai tutori della legge. E soprattutto del decoro urbano…

 

Antonio De Luigi

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