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“Non vado a messa ogni domenica, ma ringrazio Dio…”

 

“Non vado a messa ogni domenica, ma ringrazio Dio per i doni che mi ha dato nella carità operosa verso il prossimo sofferente”: il cav. Enzo Divella, Presidente del Consiglio di Amministrazione del noto ed affermato colosso della pasta, si confida a cuore aperto.

Cavalier Divella: lei da sempre si definisce imprenditore all’antica con afflato sociale. Che cosa intende dire?

“Che gli imprenditori devono sicuramente cercare il profitto, il nostro compito è quello. Tuttavia, il guadagno non significa accumulazione di ricchezza senza tenere in conto gli altri, quelli svantaggiati, i sofferenti, le persone che non sanno come andare avanti”.

In che modo concretamente?

“Ritengo cristianamente che la destra quando opera la carità. Credo che ad esempio si possa creare un gruppo di imprenditori che ciascuno nelle sue capacità possa donare viveri e organizzare cucine, sempre con la collaborazione dei comuni e delle parrocchie per capire chi davvero ha bisogno, chi è nella necessità. E’ anche rilevante qui il volontariato. E noi imprenditori dovremmo aiutare pure nelle cure e sanità, perchè non è giusto che chi ha soldi può permettersi terapie al momento proibite a chi è indigente”.

Due passi della Scrittura, sia Atti che San Paolo dicono che si è più felici nel dare che nel ricevere…

“E’ vero. Donare senza fini riempie il cuore. Non amo come talvolta vedo anche in qualche supermercato,

l’esibizionismo della donazione. Non è bello farsi pubblicità gratuita”.

Lei è credente: grato a Dio?

“Lo sono, per il successo, per la vita, per la ricchezza che mi ha dato. Però proprio per questo ritengo che sia obbligato a ridare qualche cosa”.

Il suo rapporto con la fede?

“Credo, prego, non vado a messa ogni domenica, però dialogo col Padre. E ritengo che un cristiano si veda dal bene che opera”.

Papa Francesco?

“Un ottimo Papa, innovatore, cerca di rinnovare. Un solo limite: a volte si occupa troppo di politica, cosa che non gli compete”.

Draghi…

“Uomo gusto al momento giusto, ci voleva al 100 per cento. Molto meglio di Conte”.

Assistenzialismo o professionalità?

“Professionalità. Dobbiamo premiare il merito, sicuramente con uno stato sociale forte. Ma occorrono interventi strutturali e non meramente assistenziali”.

Bruno Volpe

 

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