Primo Piano

Nonostante i trionfalismi del Pd la civica di Emiliano chiede una verifica

Critiche e accuse da Bonelli (Verdi) e Fratoianni (Sinistra italiana) a Pd e M5S, per aver determinato a Brindisi la vittoria del centrodestra

Non si sono ancora spenti gli echi delle dichiarazioni trionfalistiche per il risultato conseguito complessivamente dal centrosinistra pugliese, nella tornata elettorale amministrativa conclusasi con il turno di ballottaggio di domenica e lunedì scorso, che dall’interno della stessa coalizione c’è già chi chiede confronti e verifiche, in vista dei prossimi importanti appuntamenti elettorali, come quelli a Foggia nel prossimo autunno ed a Bari e Lecce nella primavera del 2024. Infatti, i primi a chiedere di aprire un Tavolo di discussione nella maggioranza di governo della Regione Puglia alla luce dei risultati conseguiti nella tornata amministrativa appena conclusasi sono stati i cinque esponenti regionali del gruppo “Con”, che fa capo direttamente al governatore Michele Emiliano. Ovvero il capogruppo Giuseppe Tupputi insieme ai colleghi consiglieri Stefano Lacatena, Alessandro Delli Noci, Gianfranco Lopane e Alessandro Leoci, che con un’apposita nota hanno dichiarato: “Conclusa la fase elettorale in tanti Comuni pugliesi abbiamo condiviso un’attenta analisi del voto e non possiamo esimerci dal constatare la centralità delle civiche ed il valore aggiunto che hanno rappresentato in tante realtà: a tal proposito facciamo i migliori auguri di buon lavoro al neo sindaco di Carovigno, Massimo Lanzillotta”. Però, dall’altro lato, non hanno potuto fare a meno di ammettere che “è evidente che la proposta politica formulata” dalla coalizione giallo-rossa che governa la Regione Puglia “non abbia convinto gli elettori in Comuni anche importanti come Brindisi”. Motivo per cui i predetti consiglieri regionali di “Con” hanno affermato di ritenere “imprescindibile una verifica all’interno della maggioranza di governo della Puglia che ci auguriamo costituisca anche il momento di rilancio della nostra azione politica e amministrativa”. In effetti, a ben vedere l’andamento complessivo anche del voto pugliese della recente tornata amministrativa non ci sarebbe affatto da compiacersi da parte del centrosinistra e, ancor meno, della maggioranza giallo-rossa di governo della Puglia. Infatti, a parte l’indiscutibile insuccesso riportato dall’alleanza Pd-M5S nel Comune pugliese più significativo andato al voto nella tornata appena conclusa, Brindisi, c’è da rilevare inoltre che, in diversi altri centri chiamati contestualmente al voto, la vittoria di taluni sindaci accreditati come di centrosinistra è avvenuta grazie alla presenza nelle proprie file di candidati dell’area di centrodestra. Da non dimenticare, poi, che nel Comune pugliese più importante, dopo Brindisi, tra quelli in cui si è votato, ovvero Altamura, seconda realtà della Città metropolitana di Bari, dopo il Capoluogo, né il centrosinistra tradizionale, né quello giallo-rosso che governa la Regione Puglia, erano presenti sulla scheda elettorale del Comune murgiano. Infatti, ad Altamura il M5S si è presentato con un proprio candidato sindaco risultato perdente già al primo turno, mentre il Pd non ha presentato una propria lista, limitandosi ad intrufolare propri candidati all’interno di una lista civica presentatasi in coalizione con altre civiche, nelle cui fila erano candidati esponenti notoriamente di area leghista, quindi di centrodestra. E da simile coalizione è scaturita al secondo turno la vittoria di Antonio Petronella, che ha ottenuto appena 18 voti in più del rivale di centrodestra, Giovanni Moramarco. Ma il neo-sindaco della Città nota come la “Leonessa di Puglia” può davvero definirsi nettamente di centrosinistra? O, viceversa, questa volta il centrosinistra pugliese può effettivamente ritenersi vincente in maniera esclusiva alle amministrative di Altamura? Non meno ibrida di quella di Altamura è stata anche la vittoria al primo turno del centrodestra a Monopoli, con la riconferma del sindaco uscente, Angelo Annese, che a suo sostegno ha avuto notoriamente anche il consigliere regionale di “Con”, Lacatena. Lo stesso Lacatena che ora, però, nella maggioranza regionale giallo-rossa stranamente si lamenta del fatto che “la proposta politica” della coalizione di cui è parte nell’Aula barese di via Gentile non ha convito la maggioranza degli elettori di importanti Comuni! Invece, netta e lineare appare la critica al centrosinistra pugliese ed al M5S di Giuseppe Conte da parte del leader dei Verdi, Angelo Bonelli, e di quello di Sinistra italiana, Nicola Fratoianni, che con una nota congiunta hanno dichiarato: “La sconfitta di Brindisi è l’esempio di cosa non dovrebbe fare il Centrosinistra o questa ‘alleanza larga’, come la si vuol chiamare”, rilevando che “a Brindisi, a causa della responsabilità del Movimento 5 Stelle e del Partito Democratico, si sono perse le elezioni” e ricordando che nel Capoluogo messapico “PD e M5S non hanno voluto nemmeno le primarie”. Infatti, Bonelli e Fantoianni, proseguendo, hanno commentato: “Il PD ha accontentato il M5S non consentendo al sindaco uscente Riccardo Rossi, che aveva ben operato nella città, di ripresentare la sua ricandidatura neanche attraverso le primarie nella città, cosa che in ogni altro luogo sarebbe accaduto” e, quindi, “abbiamo assistendo ad un accordo blindato suicida tra Partito Democratico e M5S per far sì che il candidato sindaco fosse l’avvocato Fusco, indicato dal Movimento 5 Stelle”. “Inoltre, – hanno proseguito nel commento i due leader dell’intesa Verdi e Sinistra italiana – cosa altrettanto grave, nel corso del secondo turno, nonostante la Destra fosse ampiamente avanti e nonostante il significativo risultato ottenuto da Alleanza Verdi e Sinistra (circa l’11%) né il M5S né il PD hanno ritenuto di dover fare un apparentamento con la nostra lista, con il risultato che Brindisi sarà governata dalla Destra”. Per poi concludere: “Se Schlein e Conte ritengono di costruire un campo largo nel Paese nelle stesse modalità che si sono verificate a Brindisi, vuol dire che sarà molto difficile se non impossibile costruire un’alternativa autorevole” al centrodestra di Giorgia Meloni, Silvio Berlusconi e Matteo Salvini. Ma in Puglia, forse, è altrettanto difficile per il centrosinistra tradizionale trovare un’alternativa alle coalizioni locali vincenti “orchestrate” da Emiliano.

Giuseppe Palella


Pubblicato il 31 Maggio 2023

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