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Nonostante la spaccatura, la Lega ufficializza la candidatura di Altieri

La spaccatura interna alla Lega locale provocata dalla indicazione di Nuccio Altieri a candidato governatore del centrodestra alle prossime regionali non ha stoppato il segretario pugliese del partito di Matteo Salvini che su tale nome continua ha tirare dritto. Infatti, lunedì mattina Altieri, insieme  al segretario regionale, Luigi D’Eramo, e a parlamentari, dirigenti locali, sindaci e consiglieri comunali del partito pugliese di Salvini, ha presentato in un hotel del centro di Bari il programma del Carroccioper la Puglia. Un elenco di ben undici punti che va dalla semplificazione amministrativa al Turismo, passando per gli interventi a sostegno di Agricoltura, Infrastrutture e Sanita, da sottoporre agli alleati di centrodestra, ossia Fratelli d’Italia e Forza Italia, ma soprattutto ai pugliesi. “La Puglia deve
ripartire da 3 mesi di lockdown provocato dal coronavirus – ha esordito Altieri – ma anche dal lockdown causato negli ultimi cinque anni da Michele Emiliano. Io mi limito a fare l’interprete della visione della Lega. E la Lega non è per progetti personali”. E, proseguendo, ha aggiunto: “Abbiamo scelto di dire che la Puglia deve ripartire”, perché “Emiliano ha bloccato di tutto tranne la Xylella che
ieri è arrivata a Locorotondo”. Inoltre, il candidato governatore proposta dai vertici leghisti pugliese ha precisato: “Siamo un partito sovranista, noi vogliamo dare sovranità ai cittadini pugliesi che oggi sono sudditi maltrattati di un’amministrazione regionale”. E, poi, ancora giù con le critiche al governatore pugliese uscente di centrosinistra: “Emiliano ha bloccato i balneari, le imprese, il Turismo, l’Agricoltura. Emiliano ha governato da burocrate, inserendo procedure su procedure bloccando la voglia e la capacità dei pugliesi”. Infatti, continuando, Altieri ha commentato: “Siamo una regione che parla di Turismo ma che non è capace di fare un bando per dare la licenza di guida turistica a chi vuole mettersi al servizio degli ospiti”. Secondo Altieri, “la Puglia, in questi anni, ha sofferto una mancanza di visione”. Perciò ha fatto una promessa: “Noi (ndr – se vinciamo)  nomineremo subito gli assessori alla Sanità e all’Agricoltura”. Impegno che, per Altieri, “sembra una banalità”, però “oggi su questi due temi principali di sviluppo non abbiamo chi se ne occupa”. Nel corso della conferenza stampa barese in cui è stata ufficializzata la candidatura a presidente della Regione di Altieri e in cui è stato annunciato il programma del Carroccio, il responsabile pugliese della Lega, D’Eramo, ci ha tenuto ha sottolineare che più che le persone è importante avere un “programma condiviso che possa dare risposta concreta a 15 anni di assenza totale di governo di questa regione”. Infatti, nel corso del suo intervento il segretario regionale leghista ha anche affermato: “L’unità del centrodestra è un valore imprescindibile e le candidature di Fitto (ndr – indicato dagli alleati di Fratelli d’Italia) e Altieri sono entrambe di grande spessore”. “Sono convinto e certo – ha proseguito D’Eramo –  che i leader dei nostri partiti sapranno fare la scelta migliore”, sfuggendo così all’interrogativo di chi tra i presenti, sulla corsa solitaria della Lega pugliese in caso di mancato accordo con Fratelli d’Italia e Forza Italia, attendeva di sapere di più. Infatti, D’Eramo su quest’ultimo punto se l’è cavata dicendo che preferiva “parlare di cose concrete”, perché “le
costruzioni alchemiche non mi appassionano” e che, comunque, “nei prossimi giorni si arriverà a una definizione”. Per il responsabile dei salviniani pugliesi è sì “importantissimo individuare la persona che rappresenterà la coalizione”, ma lui reputa “più importante il programma”. Mentre sulle critiche e sulle spaccature interne al partito provocate dalla ufficializzazione della candidatura di Altieri,
D’Eramo ha ricordato che la “Lega parla attraverso il partito, attraverso il segretario regionale e (ndr – sulla vicenda) si è espresso anche il segretario federale”. Vale a dire il leader nazionale della Lega, Salvini. Infatti, proseguendo, D’Eramo ha anche aggiunto: “Vorrei restare concentrato sulle cose da fare, il resto ha una rilevanza relativa”, perché “l’unico obiettivo è battere il centrosinistra e mandare a casa il governo Emiliano”. A suo dire “la Lega sarà la locomotiva di un governo di centrodestra che saprà governare bene” la Puglia. Sarà così davvero? Al momento – a detta di qualche bene informato – non sembra che le cose stiano esattamente in questi termini, in quanto l’indicazione di Altieri a candidato presidente non concordata neppure all’interno dello stesso partito che lo propone possa essere solo un fattore di ulteriori lacerazioni anche esterne alla coalizione di centrodestra. E, quindi, di indebolimento politico dell’alleanza a livello pugliese. Anche perché – come fanno rilevare alcuni addetti a lavori della politica nostra – presentare la candidatura di Altieri al pari di quella di Fitto, significa davvero voler minimizzare la portata ed il peso politico specifico dell’eurodeputato pugliese di Fratelli d’Italia che, a differenza di Altieri, vanta al suo attivo non solo un ultradecennale seguito elettorale in termini di voti di preferenza, ma soprattutto l’esperienza amministrativa e di governo accumulata da Fitto sia a livello regionale che nazionale, oltre che al Parlamento europeo. Come si ricorderà, infatti, l’eurodeputato pugliese di Fdi in passato è stato consigliere prima (1990-2000) e governatore regionale dopo (2000-2005). Ma Fitto – come è  noto – è stato anche deputato (2006-2014) e ministro agli Affari regionali (2008-2011) nell’ultimo governo Berlusconi. Mentre Altieri nel suo attuale excursus politico può annoverare un paio di elezioni a consigliere provinciale, e quindi senza preferenza (per altro in un collegio barese e non in quello comprendente il Comune di Rutigliano che è la sua realtà di origine e residenza), oltre ad una parentesi da deputato (2014-2018) ripescato dal listino bloccato pugliese del partito di Silvio Berlusconi, a seguito di un paio di dimissioni (la prima delle quali di Fitto, che nel 2014 optò per il seggio al Parlamento di Bruxelles) e, principalmente, l’esperienza da vice-presidente (2009-2014) della Provincia di Bari al fianco del prof. Francesco Schittulli. Però, ciò che, agli occhi dei più, rende verosimilmente improponibile, sotto l’aspetto politico, la messa sullo stesso piano di Fitto ed Altrieri da parte della Lega è che la figura indicata dal “Carroccio” per la guida della coalizione di centrodestra alle prossime regionali in Puglia è stata, in passato, una “costola” fittiana non soltanto per militanza e candidatura nelle liste, ma soprattutto per il ruolo di vice di Schittulli ad egli affidato per esplicita volontà di colui con il quale ora dovrà contendersi a Roma la guida del centrodestra per le prossime regionali. Un affronto, quest’ultimo, a Fitto che – a detta di qualcuno – è sicuramente paradossale. Oltre che, forse, pure ridicolo.

 

Giuseppe Palella

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