Cultura e Spettacoli

Normanni e Bizantini, il dente avvelenato

Fra sabato e domenica prossima, in località I Battendieri, sulle sponde del mar Piccolo, non lontano dalla foce del Cervaro, l’Associazione I cavalieri del li Terre Tarentine organizza un interessante evento, giunto all’undicesima edizione. ‘La battaglia dell’XI secolo tra Normanni e Bizantini’ intende rievocare e con larghezza di mezzi lo scontro che nell’aprile del 1042 ebbe luogo alle porte di Taranto tra le forze di Maniace e quelle normanne comandante da Argiro, figlio di quel Melo da Bari che per primo nel 1018 aveva guidato la rivolta anti bizantina. Perché Bizantini e Normanni vennero alle armi quel giorno? Non era la prima volta che succedeva. Da molti anni i Normanni provavano sempre più insistentemente a strappare il Mezzogiorno d’Italia a Bisanzio. Inizialmente conobbero una disfatta per mano del catapano Basilio Boioannes nella battaglia di Canne del 1018. In seguito, cresciuti numericamente per effetto di nuovi arrivi dalle terre del nord Europa e di alleanze con le popolazioni soprattutto pugliesi insofferenti verso i Bizantini, i Normanni passarono al contrattacco nel 1041 infliggendo al nemico tre sconfitte ravvicinate, sulle rive dell’Olivento, sulle alture di Montemaggiore e a Montepeloso. Ad ognuna di queste sconfitte corrispose una conquista territoriale dei vincitori.  A questo punto i Normanni, consapevoli della loro forza ma anche di non poter rovesciare Bisanzio, si dichiararono disposti a diventare vassalli dell’Impero d’Oriente in cambio del riconoscimento delle loro conquiste. Ma Bisanzio respinse l’offerta e spedì nuove forze al comando di Giorgio Maniace. Appena sbarcato a Taranto, il condottiero bizantino dovette subito fronteggiare i Normanni capitanati da Argiro, da poco insignito del titolo di Princeps et Dux Italiae. Lo scontro, che stando  al Petroni avvenne in quel di Mottola, costituisce l’oggetto della rievocazione di cui in apertura. Si ignora l’andamento della battaglia, ma c’è da credere che le cose dovettero mettersi male per i Bizantini se è vero che Maniace, ordinata la ritirata, si rinchiuse a Taranto. Argiro e i suoi lo inseguirono fin sotto le mura della città, prima sfidandolo a tornare in campo, poi ad arrendersi. Ma il duce bizantino preferì attendere che gli assedianti si stancassero. Cosa che difatti avvenne. Dopo pochi giorni Argiro e la lega apulo-normanna levarono l’assedio e andarono a sottomettere Giovinazzo e Trani, in quel momento in mano ai Greci. Dal canto suo Maniace, una volta uscito da Taranto punì duramente le città pugliesi che si erano ribellate compiendo massacri a Matera e Monopoli.

Italo Interesse

 


Pubblicato il 15 Giugno 2018

Articoli Correlati

Pulsante per tornare all'inizio