Cronaca

Nuova Giunta regionale: la difficile quadratura di Emiliano

Deve essere davvero difficile trovare la quadra per la formazione della giunta da parte del neo eletto governatore Michele Emiliano (Pd). Infatti, lui non lo dice ma probabilmente le promesse e le richieste per un posto nell’esecutivo regionale prima delle elezioni devono essere state parecchie, per cui ora accontentare tutti è impossibile. Sta di fatto, però, che il governatore “gladiatore” una via d’uscita deve pur trovarla, per cui verosimilmente sta facendo sforzi di fantasia per tenere a bada quanti si aspettano da lui un posto al sole nella giunta. La prima trovata per bloccare la folta schiera di pretendenti è stata quella di annunciare che per il momento gli assessori saranno soltanto sette, di cui due esterni (il massimo consentito dallo statuto regionale per i non facenti parte dell’Assemblea) e cinque tra gli interni al consiglio. Gli esterni, ha fatto già sapere il neo governatore, saranno necessariamente donne, per garantire la rappresentanza di genere in giunta, visto che tra gli interni la maggioranza di centrosinistra non ha alcun rappresentante femminile. Ma pure reso noto che le due donne non saranno scelte come espressione delle forze politiche, bensì per le loro competenze tecniche nel settore che gli sarà affidato. Quindi, le pretendenti femminili ad un posto in giunta in rappresentanza della politica possono già mettersi l’anima in pace, perché per il momento a loro non c’è posto. Però, ha assicurato Emiliano, alle donne impegnate politicamente nella sua coalizione il posto in giunta potrà comunque arrivare dopo la modifica allo statuto che consentirà di elevare i posti per gli assessori esterni da due a cinque, in modo da garantire anche la parità di genere nell’esecutivo. E questa è un’altra trovata del neo governatore per prendere tempo e far sì che nessuno resti deluso o quantomeno che si possa continuare a sperare nella promessa ricevuta a suo tempo, prima del voto, o nella richiesta fatta. Nell’attesa, infatti, molti degli aspiranti assessori, maschili o femminili che siano, stanchi di aspettare e nell’incertezza di essere assecondati, potranno anche accontentarsi di incarico regionale di altra natura e quindi sfoltire la lunga lista d’attesa di coloro che ambiscono all’ingresso in giunta. Il nuovo governatore pugliese, però, non perde di vista il suo principale problema per la formazione della giunta, ossia il mantenimento del rapporto con i partiti della sua maggioranza, che potrebbero comunque rivendicare una rappresentanza nell’esecutivo pari al peso che ciascuno di essi esprime in consiglio. Ma ad Emiliano sicuramente non sfugge quest’ultimo aspetto, per cui potrebbe aver pensato bene di spostare l’attenzione dalle forze politiche che danno vita alla sua maggioranza agli uomini che la compongono. Infatti, il “gladiatore” si è subito preoccupato di far presente ai 29 esponenti consiliari di maggioranza che, a conti fatti, c’è “visibilità” per tutti. Infatti, tra presidenze di commissione, presidenza del consiglio e vice, posti da capogruppo, segreteria di presidenza e posti di giunta, tutti i consiglieri della maggioranza posso contare su un ruolo aggiuntivo, oltre che sulla relativa aggiunta indennità di funzione. Però, la trovata più interessante e populistica che il nuovo governatore pugliese poteva annunciare, per sedare le tante aspirazioni assessorili tra i consiglieri di maggioranza, è sicuramente la paventata intenzione di ridurre l’indennità di circa tremila Euro ai componenti dell’Assemblea regionale, parificandola a quella del sindaco metropolitano. Un annuncio, quest’ultimo, che è sicuramente una sorta di propaganda politica per un governatore che si appresta al fare il suo debutto, ma che è pure un monito a chi ora fa la fila per “pietire” visibilità e soprattutto ulteriore potere, oltre quello ottenuto con l’elezione in consiglio. Emiliano, infatti, sa bene che quando parla agli eletti, sia di maggioranza che di tradizionale opposizione, di voler toccare le indennità è il miglio antidoto a placare ogni genere di pretesa. Un antidoto che d’ora in poi nell’Assemblea pugliese, con la presenza di ben sette “grillini”, sarà sin troppo facile azionare, all’occorrenza. Per questo sarà pure più difficile da disinnescare. Ed Emiliano, sapendolo, ha già avvertito i suoi che in caso qualcuno possa pensare di fare capricci nel presente, ma soprattutto in futuro, lui ha già su chi può contare in consiglio per mettere tutti in riga e con quale strumento. Vedremo presto, infatti, chi è disposto a fare davvero sul serio, perché tra il “dire” ed il “fare”, come è noto, c’è sempre di mezzo il mare.                

 

Giuseppe Palella      


Pubblicato il 18 Giugno 2015

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