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Nuova giunta regionale, la fantasia di Emiliano va oltre quella di Vendola

Se tra i cittadini pugliesi qualcuno ha pensato che, alla Regione, con la fine dell’era Vendola sarebbe  anche terminato il rischio di permanenza della “fantasia al potere”, probabilmente si è sbagliato di grosso. Infatti, il neo eletto governatore pugliese, Michele Emiliano, in quanto a fantasia nell’uso creativo del potere potrebbe non essere secondo a nessuno. E quindi neppure al predecessore Vendola. Al nuovo presidente della Regione a fornire lo spunto, per dimostrare meglio ai pugliesi che non ci sono limiti a chi vuole governare la Puglia anche con molta fantasia, è l’assenza di donne elette nelle fila della maggioranza di centrosinistra nel nuovo consiglio regionale. Circostanza, quest’ultima, che impedirebbe ad Emiliano di formare una giunta al 50% al femminile, e quindi di non rispettare la parità di genere nella composizione dell’esecutivo regionale, poiché lo Statuto dell’ente, in vigore da questa Legislatura e di recente modificato dal consiglio uscente, prevede che dei dieci assessori nominabili soltanto due possono essere esterni al consiglio, gli altri otto infatti devono essere scelti tra gli eletti. Pertanto, come stanno le cose, se Emiliano vorrà formare una giunta con più di due donne, prese evidentemente dall’esterno perché nella maggioranza consigliare non c’è alcun esponente femminile per l’appunto, allora è gioco forza o che il neo governatore nomini assessore qualcuna delle donne presenti nelle fila dell’opposizione (4 sono del Movivento 5 Stelle ed una di Forza Italia), se accetta, oppure per mettere più di due donne nel nuovo esecutivo regionale occorrerebbe cambiare nuovamente lo Statuto con tutto ciò che conseguirebbe ai fini dei tempi necessari e, soprattutto, dei numeri occorrenti in consiglio per tale modifica. Sta di fatto invece che –  secondo indiscrezioni – Emiliano potrebbe aver già pensato di sopperire al problema della mancanza di donne nella sua maggioranza consigliare, formando una giunta con più di due donne esterne, visto che Antonella Laricchia del M5S ha già declinato l’invito a far parte dell’esecutivo ed anche le altre 4 donne presenti nell’opposizione farebbero verosimilmente lo stesso. Infatti, sempre secondo alcune voci, il neo governatore starebbe addirittura pensando di violare lo Statuto, formando una giunta con 5 donne esterne. E per fare questo Emiliano avrebbe già incaricato due avvocati amministrati visti per valutare le conseguenze e gli effetti giuridici di tale violazione statutaria. L’appiglio per il neo governatore dovrebbe essere dato dal fatto che lo Statuto della Regione, prevedendo che “promuove parità di accesso fra donne e uomini alle cariche elettive e pubbliche, allo scopo di favorire l’equilibrio della presenza fra generi”, la limitazione nel numero di due soli assessori esterni potrebbe essere probabilmente, per Emiliano, violata qualora non c’è possibilità di attingere nomi femminili dalla maggioranza consigliare. Quindi, per rispettare questa enunciazione di principio dello Statuto regionale, il neo governatore potrebbe voler formare un esecuti con 5 rappresentanti esterni del gentil sesso ed altrettanti interni maschili. Tale notizia, però, non è stata prese bene da uno dei due vice presidenti uscenti dell’Assemblea regionale, il riconfermato consigliere forzista Nino Marmo, che con una nota ha ironicamente commentato: “Cominciamo bene: neanche è stato eletto e già vuole stravolgere la legge e lo statuto del Consiglio regionale… Emiliano, meno male che sei un magistrato!”.  E, proseguendo, lo stesso Marmo ha detto: “Questa storia delle donne in Giunta sta prendendo una pessima piega perché non si può immaginare uno strappo istituzionale simile, calpestando la legge solo per soddisfare la demagogia di Emiliano. Già, perché se Forza Italia ha eletto una donna – e non abbiamo mai fatto campagna elettorale su questo – il centrosinistra non ne ha incoronata neanche una. Avrebbe fatto meglio, il neo presidente, a mantenere la promessa che fece alle sue capolista: ‘Vi farò votare ed eleggere’. E, invece, si è tradotta nell’ennesima cocente delusione. Gli ricordo che lo statuto della Puglia è stato approvato anche dalla sua coalizione e si può modificare solo con un procedimento complesso e aggravato rispetto a quello della legge ordinaria”. In fine, Marmo conclude con una considerazione: “Non credo che le donne siano molto contente di sedere in Giunta, sapendo che per consentirlo qualcuno ha calpestato e storpiato le leggi su cui si fonda la nostra Regione”. Sullo stesso argomento meno indulgente di Marmo nella critica al neo presidente della Regione è il riconfermato consigliere di opposizione Andrea Caroppo (Fi), che ha affermato: “Trovo volgare e offensivo l’utilizzo che il presidente Emiliano ha fatto e continua a fare della donna riducendola a ‘marchetta elettorale’ e a strumento di propaganda. Il neo presidente, infatti, vorrebbe addirittura violare lo statuto della Regione nominando assessori esterni in misura superiore a quella consentita dalle legge  per rilanciare con l’ennesima trovata propagandistica utile a celare la fame di poltrone e le fratture interne al Pd”. E sempre il salentino Caroppo, dopo aver rilevato che lo Statuto e la nuova legge sono il risultato di scelte recentemente condivise ed approvate nell’uscente consiglio pugliese dal gruppo stesso del Pd di cui Emiliano è pure segretario regionale, conclude la critica con un’osservazione, seguita da un  interrogativo: “Il presidente Emiliano ha usato la sua storia di magistrato per costruirsi un’immagine rassicurante e proporsi come garante contro ogni possibile malefatta e scandalo: intende forse cominciare il suo mandato giurando fedeltà sullo Statuto che violerà un minuto dopo?” E la risposta di qualche barese a tale domanda potrebbe essere anche retorica: “Di che ci si meraviglierebbe più, se anche in politica ormai, dopo dieci anni di governo Vendola, con la fantasia (ndr – di Emiliano) si può pure superare la realtà ?”       

 

Giuseppe Palella


Pubblicato il 5 Giugno 2015

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