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Nuovo “118”: tagli e ritagli a scapito della sicurezza sulle ambulanze

Nessuna tregua nella vertenza in atto da alcuni giorni all’interno del servizio di soccorso d’emergenza <<118>> in Puglia, tanto che il presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri (Fnomceo), Filippo Anelli ha avvertito la necessità di esprimere “gratitudine” a tutto il personale impegnato nel servizio di soccorso con le autoambulanze. E cioè ad autisti soccorritori, agli infermieri e ovviamente, ai medici che ogni giorno, in ogni fascia oraria, in contesti anche difficili e pericolosi, prestano la propria opera per salvare vite. Si parla di grandi emergenze, come i terremoti o il crollo del ponte di Genova, ma anche e soprattutto alle vite salvate ogni giorno, sulle nostre strade, nelle nostre case, nelle nostre città, nelle aree rurali o periferiche del nostro paese. Sono stati quasi quattro milioni, secondo i dati Emur (il sistema informativo per il monitoraggio dell’emergenza – urgenza del Ministero della Salute) gli interventi del 118 nel 2017. “Quattro milioni di concittadini che hanno ricevuto soccorso, a moltissimi dei quali è stato possibile salvare la vita. Lo abbiamo ricordato ancora recentemente nella nostra campagna contro le aggressioni, per mettere in evidenza che il medico, gli operatori sanitari dedicano la loro vita a salvare quella degli altri”, ha chiosato Anelli. Deciso, come detto all’inizio, a continuare a lottare, intervenire e manifestare contro chi vorrebbe depauperare, sino ad annientare, un sistema che funziona. “….E vuole farlo a macchia di leopardo sul territorio, aumentando le disuguaglianze tra Regioni. E, si badi bene, le disuguaglianze vanno qui in senso opposto al trend solito, perché sono le Regioni del Nord ad avere un minor numero di ambulanze con a bordo il medico e l’infermiere, mentre la percentuale di tali mezzi di soccorso avanzato è massima in Molise, Puglia, Calabria”. Che la presenza del binomio medico e infermiere sia irrinunciabile nel soccorso avanzato non siamo noi a dirlo – ha spiegato ancora Filippo Anelli – lo dimostrano i dati presenti, ma lo ribadisce anche la normativa, con il D.M.70 del 2015, che prevede un mezzo di soccorso avanzato, con medico e infermiere, ogni 60mila abitanti. Insomma, quando un paziente è in imminente pericolo di vita, occorre garantire che, nei tempi previsti dall’attuale normativa, arrivi un mezzo di soccorso con un equipaggio sanitario in grado di effettuare, in modo pertinente e integrato, diagnosi e terapia potenzialmente salvavita, e quindi con  medico e infermiere a bordo. La loro presenza, secondo le evidenze, fa la differenza riguardo a tutte le condizioni cliniche di emergenza, medica e chirurgica, in cui il ragionamento clinico diagnostico- differenziale precoce, conseguente alla valutazione obiettiva del paziente, e non riferita tramite telefono, unitamente alla terapia medica di emergenza precoce assumono comprovato ruolo salvavita, come, ad esempio, nell’arresto cardiaco improvviso. Per concludere, è inaccettabile che tagli alla sanità vadano a inficiare questa garanzia, risparmiando a scapito della sicurezza dei cittadini. Nel frattempo si alza anche la voce della politica regionale sull’argomento, per bocca del consigliere Domenico Damascelli (Forza Italia) che sposta i riflettori sulle nuove incertezze di lavoro raggiunte dopo anni di sacrifici dai medici del 118, in base ai criteri previsti per l’inquadramento nella nuova azienda unica regionale dell’emergenza-urgenza AREU. Infatti attualmente, per svolgere servizio in convenzione nel 118, ai medici è richiesta la specializzazione in medicina generale che, invece, non rientra fra quelle previste per l’assunzione in AREU. Una matassa ingarbugliata per Damascelli, che Emiliano ha creato e che ora ha il dovere di sbrogliare. <<Se oggi infatti un medico può lavorare nel 118 con contratto in convenzione, con la nuova organizzazione pensata dal presidente della Giunta, si trova in posizione di assoluta precarietà fino a rischiare addirittura il posto di lavoro.

Ancora un esempio di gestione dissennata della sanità regionale, che trascura il bisogno di salute dei cittadini, peggiorando un servizio importante come il 118, anziché migliorarlo>>, riflette Damascelli. E considerato che il contratto di assunzione in AREU comporta costi maggiori per le casse della sanità pubblica rispetto a quello in convenzione, per il consigliere di Minoranza a via Capruzzi ci saranno meno medici a bordo delle ambulanze. Dunque, ancora una volta una “…minaccia per i loro posti di lavoro e un grave depotenziamento per un servizio salvavita”.

 

Francesco De Martino

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