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Nuovo “No” del Comune alla rottamazione delle cartelle

Respinta per la seconda volta la proposta dell’opposizione su multe e Tari arretrate. Dubbi sui conti dell’amministrazione Leccese

Nonostante una norma nazionale introdotta con la legge di Bilancio previsionale 2026 che da facoltà ai Comuni di cancellare sanzioni ed interessi di mora su multe e Tari non pagate, se sanzionati e contribuenti si mettono rapidamente in regola pagando soltanto l’importo principale della cartella, l’Amministrazione barese continua a non accogliere tale opportunità, preferendo mantenere a Bilancio, alla voce “residui attivi”, cifre più elevate, ma che difficilmente saranno forse recuperate totalmente e coattivamente.

Infatti, dopo la proposta presentata a febbraio scorso dall’opposizione di centrodestra nel Consiglio comunale di Bari, per introdurre la definizione agevolata di multe e tasse comunali, ovvero la ‘rottamazione’ delle cartelle, secondo quanto previsto dalla norma accennata, però poi bocciata dalla maggioranza di centrosinistra che sostiene il sindaco Leccese, anche nel corso dell’ultima seduta dell’Assemblea cittadina il consigliere Giuseppe Carrieri della Lega ci ha riprovato nuovamente a presentare una mozione urgente per l’accoglimento da parte del Comune di Bari della ‘rottamazione’ delle cartelle per multe e tasse comunali arretrate, secondo le modalità previste dalla legge statale. Ma anche questa vota, ha rilevato Carrieri, “i consiglieri di bocciare la nostra mozione urgente e ciò anche a seguito delle indicazioni ricevute da Sindaco e Giunta”.

“Quindi, – ha commentato ironicamente in una nota il consigliere leghista – i contribuenti baresi, a differenza dei contribuenti di tantissimi altri Comuni che hanno già deciso di aderire alla rottamazione, restano al momento nel limbo e nell’incertezza di un Fisco comunale opprimente ed esoso, che non ritiene di venire incontro a chi vuole regolarizzarsi”. Difatti, la misura introdotta già da alcuni mesi dal Governo nazionale consente ai Comuni di escludere il pagamento di sanzioni ed interessi di mora per i debiti tributari e patrimoniali, per favorire così il rientro spontaneo dei contribuenti dal debito verso l’Ente e contemporaneamente favorire anche il miglioramento degli indici di riscossione di quest’ultimo, che in tal modo bilancerebbe il rigore finanziario previsto con la sostenibilità economica dei soggetti inadempienti verso l’Erario comunale.

Ma evidentemente all’amministrazione Leccese non interessa recupera in maniera immediata tali crediti, preferendo conservare tali crediti con cifre più elevate e con costi verosimilmente aggiuntivi da anticipare, per tenare il recupero coattivo (lì dove è possibile!) delle somme dovute comprensive di sanzioni ed interessi di mora.

Al riguardo, però, a Bari c’è anche chi si interroga come mai il Comune resta “inflessibile” su un’opportunità, come quella innanzi referita, per far rientrare nel proprio Bilancio importi che nella migliore delle ipotesi per essere recuperate (e se saranno recuperate integralmente!) occorreranno tempi non brevi? Oltre che – come ha rilevato il consigliere Carrieri – si andrebbe incontro a tanti soggetti in condizioni economiche verosimilmente difficili di mettersi in regola con le loro rispettive pendenze erariali nei confronti del Comune. Il dubbio di chi si interroga è che qualcosa non quadra per questo accanimento dell’Amministrazione barese, che continua a rifiutarsi di accogliere un’opportunità che tante altre

Amministrazioni comunali hanno invece già colto e cominciato anche ad incassare i “frutti” di tale scelta. Infatti, il sospetto per molti cittadini è che l’amministrazione Leccese forse sa già che la sanatoria prospettata dalla norma nazionale a Bari potrebbe forse produrre ben poco, poiché molte delle cartelle non riscosse o sono in contenzioso con esito incerto, oppure sono inesigibili.

Perciò meglio continuare a tenere le cifre a Bilancio nella voce “residui attivi” e, quindi, continuare sostanzialmente ad avere una capacità di spesa superiore a quella reale, piuttosto che incassare rapidamente una cifra di gran lunga inferiore a quella già contabilizzata, ma poi con la conseguenza di scoprire verosimilmente gli “altarini” che si celano dietro determinate strategie contabili. In definita, le ipotesi al riguardo sono diverse, mentre ciò che ancora non c’è, invece, è una spiegazione convincente sui veri motivi per cui il Comune di Bari ancora respinge la ‘rottamazione delle cartelle’ alle condizioni previste dalla norma nazionale introdotta dal Governo con l’ultima “legge finanziaria”. Infatti, “cui prodest?”

Giuseppe Palella


Pubblicato il 9 Maggio 2026

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