Cronaca

Occhio alle truffe estive: anche a Bari i bersagli preferiti restano gli anziani

C’è poco da fare e giova anche ripeterlo: l’estate, sarà il clima o la stagione, ma le città semideserte sono foriere di un numero sempre maggiore di truffe estive. Bersaglio preferito? Inutile dirlo: anziani e sprovveduti, ma specie a Bari le truffe non risparmiano casalinghe e giovani, perlomeno quelli che restano in Città con la bella stagione. E sarà utile, visto che siamo a ridosso di Ferragosto, tornare su un sempre utile ‘vademecum’ su metodi e trucchi adottati dai truffatori, partendo dal falso incidente, assai di moda nel nostro Mezzogiorno e in particolare il capoluogo della Puglia. L’espediente è quello di dare una bella ‘manata’ alle lamiere, facendo parecchio rumore, oppure tirare sassi alle auto con anziani a bordo; poi si finge di essere stati urtati e si chiedono tra i cinquanta e i cento euro – a seconda della presunta disponibilità dei guidatori- evitando accordi o denunce alle assicurazioni. Meglio i contanti per “…evitare rincari della compagnia di assicurazione”. Vecchia, ma sempre valido il giochetto della falsa banconota: l’impostore, in genere una persona distinta con giacca e cravatta o, ancora meglio, tailleur se giovane e bella, chiede alla sua vittima di cambiare una banconota, quasi sempre da 50 euro. I soldi che l’anziano riceve in cambio, però, sono falsi. Ancora più diffuse le truffe per mezzo delle carte di credito: un operatore chiama spacciandosi per un addetto dell’ufficio antifrodi della vostra carta bancomat e, con la scusa di un addebito sospetto (in genere per dei biglietti aerei), richiede il Codice di Sicurezza riportato sul retro della carta di credito. Alle vittime sembrerà di non fornire informazioni particolarmente rischiose, in fondo non hanno richiesto il numero di serie della carta. Ma se i truffatori non l’hanno richiesto è perché già ne sono in possesso e, grazie al codice da voi fornito, saranno liberi di utilizzare la vostra carta! Inutile ripetere che non bisogna fornire nessun riferimento o dettaglio a chi dice di chiamare per conto della vostra carta di credito! Le società che emettono le carte di credito, infatti, non vi chiederanno mai dei codici, loro già li conoscono! E le vendite porta a porta, autentica riproduttrice seriale di truffe e tarocchi? Dei finti operatori che si recano a casa delle persone anziane e, spacciandosi per dipendenti di conosciute aziende fornitrici di elettricità e gas, molto si è detto, eppure il trucco si rivela tra quelli più gettonati. I falsi operatori con altrettanto falsa pettorina o tessera di riconoscimento, dichiarano che chi non è in possesso di un rilevatore di fughe di gas contravviene alla legge. Grazie a questo stratagemma, però, entrano in casa convincendo i malcapitati ad acquistare i rilevatori, se va bene, o ti distraggono e rubano soldi e preziosi. Ma non è finita. Sulla scia della liberalizzazione del mercato energetico, degli operatori si presentano nelle case di persone anziane offrendo contratti di vendita di fornitura di energia a prezzi molto bassi. In tal modo fanno firmare diversi fogli, spacciandoli per il contratto, ma, solo in seguito, le vittime si accorgono di aver sottoscritto non solo un contratto di fornitura di gas a prezzi elevati, ma anche un contratto telefonico con un nuovo operatore, di cui non si era mai parlato al momento della sottoscrizione. E che dire del finto dipendente comunale chiede di verificare se i fornelli del gas sono a norma e poi minaccia sanzioni e multe per malfunzionamento, chiedendo somme di denaro per avviare la messa in norma. Poi c’è la gamma dei ‘tarocchi’ da strada, quando con un gelato o con una bibita, il truffatore sporca il passante e, con la scusa di ripulirlo, gli sfila il portafogli, oppure fingendosi un parente o un vecchio amico, l’impostore abbraccia l’anziano malcapitato, sottraendogli il portafoglio. O quel passante che chiama per nome l’anziano, chiedendogli dei soldi per un acquisto effettuato dal figlio o dal nipote. La fantasia dei truffatori non ha limiti: da poco sono state scoperte delle maxitruffe nell’ambito della riscossione tributi. Vengono recapitate, infatti, delle false lettere che evidenziano errori nelle dichiarazioni dei redditi degli anni precedenti, richiedendo il pagamento immediato di sanzioni, in genere fornendo un iban bancario. Prima di versare qualsiasi somma è bene verificare con l’Agenzia delle Entrate o presso le società di riscossione tributi la veridicità e soprattutto la legittimità di quanto richiesto. Ma le truffe, anche in grandi città come Bari, non risparmiano anche i giovani. Sono sempre più numerose, infatti, le segnalazioni riguardanti messaggi e-mail che riferiscono di problemi sul proprio conto corrente e che chiedono di fornire i dati del conto per risolvere la problematiche comunicate. Il furto dei dati viene eseguito con diverse modalità (si chiede di fornirli direttamente, oppure si chiede di entrare in un sito che è simile a quello della banca e scrivere i propri dati come per l’home banking). In alcuni casi vengono richiesti solo i dati personali (e non quelli bancari) che verranno utilizzati per altri tipi di truffe. La difficoltà a trovare lavoro, sempre da parte dei giovani, ancora di più in un momento di crisi come questo in cui si sta registrando andamenti record per la disoccupazione, viene sfruttata da chi escogita nuove truffe. Aumentano, infatti, le offerte di ‘stages’ e corsi professionali che garantiscono, a fine corso, un lavoro a tempo indeterminato, lavori a domicilio etc. In realtà, in tutti questi casi, vengono chieste somme di denaro spesso molto consistenti, senza fornire né la preparazione né, ovviamente, il posto di lavoro promesso; ce ne siamo occupati più di una volta sulle colonne di questo giornale….

 

Antonio De Luigi

 


Pubblicato il 15 Agosto 2015

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