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“Occorre un’approvazione del Parlamento per emanare norme che limitano la libertà personale”

“Una normativa viziata di incostituzionalità”: non ha dubbi il professor Aldo Loiodice, docente di diritto Costituzionale all’ Università Aldo Moro di Bari, noto avvocato di diritto amministrativo, credente, vicino all’ Opus Dei.

Professor Loiodice, nella normativa Io resto a casa si sanziona penalmente chi viene trovato fuori abitazione senza giusta ragione. Vi è chi reclama l’incostituzionalità perché il decreto è stato adottato senza il parere del Parlamento…

“Chi lo afferma ha ragione. Per emanare norme che limitano la libertà personale occorre un’ approvazione del Parlamento o per lo meno un decreto legge. Qui invece c’è solo un decreto del Presidente del Consiglio che ha natura giuridica di semplice atto amministrativo”.

Ma tutto sommato è un decreto penale di condanna da 103 euro la sanzione…

“Che vada a finire con l’oblazione da decreto penale di condanna è probabile. Ma se lei legge la norma questa dice che è prevista la scelta tra l’arresto sino a tre mesi o la sanzione pecuniaria. Se uno è un poveraccio e non ha euro, giocoforza è condannato al carcere, anche se è altamente improbabile che ci vada. E allora torniamo alle origini: visto che c’è la sanzione penale sulla libertà personale questa ha bisogno di autorizzazione del Parlamento. Potrebbe anche accadere l’ipotesi, non la escludo, che un soggetto condannato faccia ricorso in sede costituzionale e poi lo vinca con ogni conseguenza”.

Che norma è stata violata?

“L’ art 13 della Costituzione Italiana”.

Come è stato possibile emanare una norma del genere?

“Forse si sono basati sulla vecchia teoria dello stato di emergenza, ma allora era necessario dichiarare lo stato di guerra. Oppure esiste in diritto una teoria ancora più antica, quella della situazione di necessità, che consente di legiferare extra ordinem. Ma è una idea autoritaria applicata nel passato dal fascismo, dal nazismo e dai regimi totalitari in genere. Credo sia verosimile che abbiano legiferato prendendo una svista e mi limito a questo “.

Ci sta chi ha proposto di controllare per mezzo di Gps chi è infetto o ancora peggio di verificare il traffico delle cellule del telefono…

“Questo è del tutto anti costituzionale e in violazione della privacy, dovrebbe intervenire il garante. Ricordo che certe limitazioni devono avere l’autorizzazione della Magistratura.  Oggi, per comprensibili motivi di urgenza e tutela della salute, viviamo in una situazione di dittatura sanitaria, quella di tipo romano, dove c’era un dittatore che durava in carica sei mesi, con le libertà sospese. Una volta finita l’emergenza il dittatore se ne andava. Ma è molto molto rischioso”.

Problema libertà di culto. Quali sono le relazioni Stato- Chiesa?

“La libertà di culto è un diritto costituzionalmente previsto dal combinato disposto artt. 7 e 19 che rimanda ai Patti Lateranensi tra Chiesa cattolica e Stato Italiano. La Chiesa è sovrana e non è tenuta a recepire le direttive dello Stato. Qui lo ha fatto per senso di responsabilità ed evitare o scongiurare il contagio. Però, norme alla mano e secondo i principi del diritto, a nessuno deve essere impedito di andare anche adesso in chiesa a pregare e l’intervento di Forza Pubblica deve essere chiesto solo dal parroco”.

Messe col popolo?

“Avendo la Cei e il Papa recepito quello che ha chiesto lo Stato, non si possono tenere”.

Che cosa pensa del modo di agire di Conte che annuncia i provvedimenti con conferenze e dirette prima che questi siano firmati?

“Un modo disinvolto e direi persino autoritario. A mio avviso commette due reati: abuso di potere e procurato allarme. Se trova un PM attento e zelante rischia di finire davanti al Tribunale dei Ministri. In ogni caso combina pasticci come quello delle persone fuggite da Milano”.

Bruno Volpe

 

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