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Occupate da tossici e abusivi le villette diroccate sul lungomare a nord della città

La saracinesca di Punta Perotti è stata abbattuta da parecchi anni, ma il lungomare a nord della Città era e resta un ‘non luogo’ da evitare a tutti i costi. A confermarlo è l’ultima segnalazione giunta nei giorni scorsi a Palazzo di Città e al Palazzo della Prefettura che però, come tante altre in tema di tutela della sicurezza e dell’ambiente, rischia di passare inosservata in questa Città, magari per colpa del periodo estivo. La segnalazione riguardante, dunque, il tratto di lungomare di Cagno Abbrescia è delle Guardie Ambientali di Enrico Grandi. Il quale, a sua volta, ha ricevuto e ripreso numerose lamentele da parte di cittadini che abitano le ville sul lungomare, in particolare nei pressi di Torre Quetta. Cittadini e residenti che, per essere più precisi, lamentano spesso <<…la presenza nell’aria di sgradevoli odori, prevalentemente di sera, dovuti alla bruciatura di rifiuti di natura urbana abbandonati da nuclei di extracomunitari, probabilmente clandestini che occupano abusivamente alcuni edifici diroccati che furono sequestrati molto anni fa dalla Procura della Repubblica per abusivismo edilizio e sebbene ne fosse stato disposto l’abbattimento, la pubblica amministrazione non ha mai provveduto>>, si legge nell’sposto delle Guardie Ambientali Onlus. Che nei giorni scorsi hanno quindi effettuato un sopralluogo in quella zona, facendo emergere effettivamente, come dimostrano le foto a corredo di questo articolo, di una mezza dozzina di edifici diroccati, occupati da persone di cui gli ambientalisti intervenuti su sollecitazione dei residenti, almeno ufficialmente, non conoscono la provenienza e la nazionalità. Ma non basta. <>, scrivono le GA. Che vicino ai ruderi occupati molto probabilmente – …e non ci vorrebbe molto per averne conferma – da rom ed extracomunitari, si vede anche il capannone ex supermercati GS, un altro rudere pericoloso che giace da quelle parti assolutamente indisturbato da oltre vent’anni. Un megarudere insomma che, sebbene sia stato privato dell’amianto che copriva il tetto, è diventata una vera e propria discarica abusiva, nonché ricovero notturno per tossicodipendenti e affini. Chissà, forse bisognerà aspettare la prossima rissa o addirittura il morto, per accorgersi senza fare come le stelle – …che stanno solo a guardare in cielo – di questa bella fetta di lungomare barese. Il più lungo ( e degradato…) dell’intero Stivale.

 

Francesco De Martino 


Pubblicato il 4 Agosto 2015

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