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Oggetti rotondi a forma di navi

Nel Libro XXI del suo monumentale ‘Ab urbe condita’ Tito Livio riferisce che nel giorno della battaglia di Canne il cielo della località pugliese fu attraversato da “oggetti rotondi a forma di navi a bordo dei quali viaggiavano uomini vestiti di bianco come sacerdoti raccolti intorno a un’ara”… E’ davvero inverosimile che in un giorno fatale come quello, uno dei più feroci bagni di sangue della storia, qualcuno si sia preso la briga di scrutare il cielo, posto che esso fosse scrutabile considerando la polvere sollevata dallo scontro. Ma chissà quel giorno quanti dardi infuocati (arma usata contro la cavalleria per disorientare le bestie) volarono nel polverone di Canne… La visione di Canne è stata tramandata da pochi reduci romani. A posteriori, guerrieri umiliati e stravolti da una carneficina senza pari e vissuta in condizioni di visibilità ridotta, possono aver visto quello che volevano in comuni frecce incendiarie che brillavano sinistre attraversando un cielo innaturalmente grigio e in mezzo a un clamore assordante e un acre odore di sangue. O fu invece una cometa a solcare il cielo di Canne, come sostiene un altro storico, Silio Italico? Ma in questo caso si sarebbe parlato di un solo oggetto volante, mentre Livio racconta di più oggetti volanti… Della battaglia di Canne, che ebbe luogo nel 216 avanti Cristo, esistono solo tre resoconti e tutti ben distanti da quella data: Il più vicino è quello di Polibio (200 – 124 a.C.), composto 50 anni dopo. Tito Livio (59 a.C. – 17 d.C.) scrisse al tempo di Augusto, e Appiano di Alessandria ancora più tardi. Livio è l’unico a citare il prodigio… Gli Antichi avevano più fantasia di noi. Più in generale, la visione di Canne è figlia di un clima decisamente visionario. Nel suo Libro dei prodigi, Giulio Ossequente, storico romano del IV sec. d.C., tramanda quanto segue : “Prima che le legioni da spedire contro Annibale in Puglia partissero da Roma, furono incaricati i decèmviri di trar fuori e di consultare i Libri, a cagione di nuovi prodigi che avevano sbigottito le genti; si era infatti affermato che contemporaneamente a Roma sull’Aventino e ad Aricia erano piovute pietre e che nella Sabina dalle statue e da una fonte termale era sgorgato sangue; e ciò tanto più sbigottiva in quanto era avvenuto più volte. E su la via Fornicata… parecchi erano stati colpiti dal fulmine e uccisi”. Questo, ieri, Oggi gli ufologi parlano di veicoli di origine extraterrestre nel cielo di Canne. Dobbiamo pensare, allora, ad alieni convenuti in massa a godersi lo ‘spettacolo’ da posizione privilegiata, quasi una tribuna vip da stadio?

Italo Interesse

 

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