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Oh, oh, oh, che centrattacco…

Nel 1960 il Quartetto Cetra aggiungeva ai propri successi un’altra canzone destinata a restare famosa: “Che centrattacco”. Vi si racconta di Spartaco, un giovanissimo studente dai capelli a spazzola che gioca al calcio da prima punta e sogna la serie A, la maglia azzurra e la folla che gli canta: “Oh, oh, oh che centrattacco, oh, oh, oh tu sei un cerbiatto, sei meglio di Levratto ogni tiro va nel sacco oh, oh, oh, che centrattacco!”….Levratto, chi era costui ?… Virgilio Felice Levratto, questo prolifico centravanti classe 1904 che vestì le maglie di Verona, Genova 1893, Ambrosiana Inter e Lazio, è entrato nella storia del calcio italiano per la potenza di tiro (più volte sfondò la rete). Di questa dote divenuta leggendaria resta emblematico un episodio: Era il 25 maggio 1924 e alle olimpiadi di Parigi la selezione italiana di calcio si confrontava con quella lussemburghese. Un bolide scagliato da Levratto colpiva al mento il portiere Baush, facendogli perdere i sensi. Tornato in campo, Bausch si ritrovò ancora Levratto davanti pronto a scagliare un’altra delle sue bordate. Nel vedere il portiere coprirsi il viso, Levratto, col 2-0 acquisito per gli Azzurri, scelse di scagliare il pallone oltre i pali… Degli oltre duecento goal siglati da Levratto, il più importante fu messo a segno cento anni fa : Era il 16 luglio 1922 quando sul terreno del Vado (primo club calcistico di Vado Ligure, nel savonese), i padroni di casa, tra cui militava il diciottenne Levratto, scendevano in campo per contendere all’Udinese la neo-istituita Coppa Italia. Terminati i novanta minuti sullo 0-0, si passò ai supplementari. Anche questi si chiusero a reti bianche. Non prevedendo il regolamento dell’epoca i calci di rigore, si passò a giocare ad oltranza. La squadra che per prima avesse segnato, si sarebbe aggiudicato il trofeo (l’antenato dell’infausto golden goal, insomma). Purché si facesse presto. I campi di calcio, allora, non disponevano di impianto di illuminazione. Se al tramonto le due squadre si fossero trovate ancora in parità, la sfida si sarebbe ripetuta, questa volta a Udine. Ma poco prima che il sole calasse, Levratto indovinò da venti metri un altro dei suoi tiracci. Sfondò la rete, naturalmente, e il Vado si aggiudicò la prima edizione della Coppa Italia. Il relativo trofeo, tutto in oro, rimase nella bacheca societaria sino al 1935. In occasione della campagna ‘Oro alla Patria’ – volta a raccogliere risorse in favore dell’Italia danneggiata dalle Sanzioni Economiche conseguenti all’aggressione fascista a danno dell’Etiopia – la coppa dovette essere consegnato all’Autorità. Il trofeo oggi esposto nella vetrina della Cassa di Risparmio di Savona è una copia prodotta dalla FIGC nel 1922 per il settantenario della vittoria. Quanto al Vado (Football Club 1913), esso milita attualmente in serie D.

Italo Interesse

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