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Ok dal Consiglio all’aumento della tassa sui rifiuti, protesta di FdI

Rincaro di circa il 13%, 22 voti a favore e sei contrari

Con 22 voti a favori e sei contrari è passata in Consiglio comunale di Bari l’aumento della tassa sui rifiuti per il 2024. “Avevamo proposto – dichiarano Antonio Ciaula, capogruppo consiliare FdI al Comune, e Antonella Lella, coordinatrice cittadina FdI Bari – un ordine del giorno che alleggerisse i rincari della Tari del 13,3% ai cittadini baresi attraverso l’utilizzo di fondi a disposizione del civico bilancio, come accaduto a Barletta, e per questo avevamo offerto la nostra più ampia disponibilità a considerare ogni eventuale modifica proposta dalla maggioranza pur di raggiungere l’obiettivo. Ma tale nostra proposta è stata respinta da un governo cittadino di centrosinistra miope ispirato al modello ‘meno servizi e più tasse, senza nessun confronto ma una sterile replica del vicesindaco”, Fratelli d’Italia, che ha organizzato un flash mob di protesta, “condanna fermamente la decisione con cui oggi il consiglio comunale ha votato l’aumento della tassa dei rifiuti respingendo la proposta sottoscritta anche da Fratelli d’Italia per ridurre l’impatto sulle tasche dei baresi. Una scelta – concludono Ciaula e Lella, che non c’entra nulla con norme o sentenze, come qualcuno ha tentato di giustificare”.

La delibera con la quale si procede alla presa d’atto della determina Ager n. 177 del 13/06/2024 di validazione del nuovo PEF (Piano economico finanziario) 2024_2025 per il Comune di Bari e la conseguente determinazione delle tariffe Tari (tassa rifiuti) per il 2024. Il nuovo PEF si è adeguato al Metodo Tariffario (MTR2) per il secondo periodo regolatorio 2022/2025, come approvato da ARERA – Autorità di Regolazione per Energia, Reti e Ambiente, che ha funzioni di regolazione e controllo in materia di rifiuti urbani. Il Metodo Tariffario è finalizzato all’applicazione del principio comunitario secondo cui i costi del servizio di gestione devono essere posti a carico degli utenti. L’introduzione del nuovo Metodo ha comportato un aumento dei costi per la maggior parte dei Comuni italiani. A tale aumento fisiologico, per la grande parte dei Comuni pugliesi, si è aggiunto l’effetto di due recenti sentenze del TAR Lombardia e del Consiglio di Stato, che hanno sancito l’obbligo di aggiornare i corrispettivi per l’uso degli impianti di trattamento all’andamento dell’inflazione; aggiornamento che ARERA e Regione Puglia avevano sospeso per i cosiddetti “impianti minimi”, con delibere annullate dalle sentenze richiamate.

Pertanto, ai fini dell’adeguamento monetario delle tariffe per gli anni 2024 e 2025, occorre applicare i seguenti tassi di inflazione: per il 2023 il 4,5% e per il 2024 l’8,8%, per un totale, nel biennio, del 13,3%. Tali incrementi hanno spinto l’Autorità a individuare l’innalzamento del limite massimo alla crescita delle tariffe nella misura del 9,6% in ciascuna annualità (2024 e 2025). A ciò si aggiunge che l’economia mondiale, dopo l’emergenza sanitaria degli anni 2020 e 2021, ha vissuto un ulteriore periodo di crisi dovuto all’incremento dei prezzi dell’energia, venutosi ad aggravare dopo lo scoppio del conflitto russo-ucraino del 24 febbraio 2022; se sul fronte dei prezzi energetici il percorso di rientro dai livelli del tutto anomali del 2022 si è reso evidente, l’aggravarsi delle vicende belliche a causa del conflitto arabo-israeliano iniziato il 7 ottobre 2023 ha avuto conseguenze economiche importanti, con aumenti generalizzati dei prezzi dei beni e servizi e dei tassi di interesse.Ciò ha determinato che il Piano Economico finanziario, per l’anno 2024, compreso nell’aggiornamento biennale 2024-2025 che l’AGER ha validato, evidenzia costi complessivi pari a 78.884.918 euro, a cui sono state sottratte le detrazioni previste pari a euro 2.318.216, definendo così l’ammontare totale del costo del servizio da coprire con tariffa TARI in 76.566.701 euro, così suddivisi: 49.044.713 euro per la tariffa a componente variabile, 27.521.988 per la tariffa a componente fissa.

Alle tariffe ordinarie saranno applicate le agevolazioni previste dal Comune di Bari secondo le seguenti casistiche: esenzione per famiglie con numero di componenti maggiore o uguale a 6 con valore  ISEE minore o uguale a 25.000 euro; esenzione totale per quei nuclei con ISEE minore o uguale 5.000 euro;  esenzione per ultraottantenni con ISEE minore o uguale a 10.000 euro;riduzione del 20% della quota variabile, per i nuclei composti da un unico occupante;riduzione del 20% per i nuclei familiari con ISEE minore o uguale a 8.000 euro;  riduzione del 30% della quota variabile per le utenze site in quartieri che hanno superato il 65% di raccolta differenziata.


Pubblicato il 9 Luglio 2024

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