Cultura e Spettacoli

Omnia sunt humana (sono tutti fatti umani)!

Prima di SoffermarCI, brevemente, su un Fatto di una imperiosa, icastica Drammaticità, in iran avvenuto, di cui i “media” hanno diffuso le terribili immagini fotografiche e in video, vogliamo Dedicare qualche nostra Considerazione, Riflessione sui polli che starnazzano sullo stivale, in casa nostra. I nostri 25 Lettori, certamente, saranno presi dalla fregola, dopo aver Letto questo nostro Scritto, d’imputarCI la mancanza in Esso di un razionale, conseguenziale legame, aggancio tra un Dramma degno della Penna di Eschilo, di Sofocle, di Shakespeare, di Pirandello e le commedie trash, interpretate dai politici italiettini e dal popolo che li esprime, degne della macchina da presa dei fratelli vanzina e del de sica junior. “Attamen, Loquimur, semper, de humanis rebus”! Incominciamo con il mefitico trash. Mussolini costrinse gli italiettini a indossare la camicia nera, pur se, esclusivamente, all’esterno dell’orticello famigliare ché, secondo Pasolini, una volta rientrato in esso, l’italiettino (oggi si dice ’in automatico’) riprendeva la sua particolare, precipua identità (non per merito suo, a dire il vero), in quanto gli strumenti d’incantamento, di fascinazione, in possesso del “dux”, d’incretinimento, in una parola, dei cervelli, della coscienze, non erano così massivi, totalizzanti, come quelli a disposizione del “pupo” toscano, settimanalmente, ispiratore delle brillanti “gag” comiche di Crozza. NOI abbiamo il fondato timore, vuoi per le di renzi indubitabili capacità di strillone da mercato rionale; vuoi per il vile servilismo dei “media” catodici e cartacei, ognora, attenti a saltare sul carro di un probabile vincitore, quale che sia il di lui spessore etico, culturale, politico, ammannendocelo a colazione, a pranzo, a cena, che non passerà molto tempo, se non stiamo con le antenne bene “in erezione”, “zoomate” sui romani palazzi del potere, che ci ritroveremo tutti quanti, non a indossare per qualche ora in occasione di rumorose “piazzate”, ”sed” ad essere milioni di camicie bianche (colore testimone della rinata corrotta, corruttrice “democrazia cristiana”) con un “toscano” al centro di esse (simbolo fallico con cui si testimoniano le varie, sfaccettate fregature a cui gli idioti, inevitabilmente, vanno incontro), nuova pelle, quasi, dopo essere stati dal novello “lui” spellati della nostra, singolarmente, irripetibile  pelle. Non era, giammai, accaduto, da quando la presidenza del consiglio dei ministri italiettina s’è a “palazzo chigi” insediata, che un primo ministro s’affacciasse dal balcone di esso, per salutare i passanti e per ricevere i saluti di essi. Per il momento renzi imita dal balcone di “palazzo chigi” gli “show”, che mussolini donava alla plebaglia dal balcone di “piazza venezia” ? Per il momento il linguaggio, impertinentemente, decisionista (quasi, un “chi non è con me è contro di me” e “si faccia una ragione delle mie decisioni”. Dobbiamo, forse, arrivare a sentire l’olezzo del mussoliniano avvertimento del 16 novembre 1922: ”Potevo fare di quest’aula sorda e grigia un bivacco di manipoli; potevo sprangare il parlamento e costituire un governo, esclusivamente, di fascisti. Potevo: ma non ho, almeno in questo momento, voluto” ? Inoltre, nel ribadire renzi che egli è l’unico responsabile del programma del suo governo e che in caso del mancato perseguimento di esso, egli ne trarrà le necessarie conclusioni, andandosene a casa, NOI dobbiamo percepire la eco del discorso di mussolini alla camera dei deputati del 3 gennaio 1925 in cui egli proclamava di volersi assumere ogni responsabilità “storica, politica, morale” del clima in cui il delitto Matteotti era avvenuto ?) che non tiene conto di eventuali dissensi sui modi e sui tempi  con cui e in cui egli intende aggredire i problemi che affliggono gli italiettini (anche, per ineludibili colpe loro, diciamo NOI), CI deve fare sospettare che il “ragazzino”, sia pure, inconsapevolmente, in quanto, come i suoi coetanei postsessantottini, non è, particolarmente, nella Storia ferrato, qualche velleità del “ventennio” coltivi, ahiNOI ?  Dobbiamo,”tamen”, Dargli atto di un suo nuncio in cui egli ha promesso di “togliere il segreto di stato” sulle stragi. E’ un nuncio, come tanti altri nunci da lui pronunciati! NOI siamo arcisicuri che renzi non scoperchierà niente, perché con inderogabili minacce non glielo permetteranno gli occulti poteri forti (della o nella massoneria?), che quelle stragi decisero e commissionarono. A due Ponderazioni, però, vogliamo Invitare i nostri 25 Lettori: la verità processuale, dalle varie corti, che si sono occupate delle stragi, acclarata (?), non coincide, affatto, con la Verità dei fatti, in quanto alcuni, se non tutti i fatti, e il criminale agire di molti personaggi delle istituzioni, anche, per decenni e decenni sono stati coperti dal criminale, altrettanto, “segreto di stato”. Poi, quanti “sinistri”, da pertini, a napolitano, a craxi, a prodi, a d’alema, a rodotà, a boldrini, a grasso, ecc., ecc., ecc., sono assurti agli scranni più alti delle italiettine istituzioni, dove tutto si può sapere ciò che si vuole sapere e far sapere, si sono comportati, come le tre scimmie, permettendo al “ragazzino” di far perdere loro la faccia  con un nuncio che essi, comunque, non si sono, mai, azzardati ad articolare, semplicemente, pur NOI certi che nuncio rimarrà ? I “media” ci hanno comunicato che ben 15 milioni di italiettini (il 5% in più rispetto al 2013) si sono messi in viaggio per le festività pasquali del 2014, ad onta del tempo incerto e della incertezza, soprattutto, economica dei tempi nell’italetta, specialmente. Chi sono codesti 15 milioni, a quale classe sociale appartengono ? Ovviamente, non sono tutti “berluscones” o “agnellones”; sono, senza fallo, gli autonomi delle professioni, del commercio, dell’artigianato, della piccola impresa, che tutto pretendono dallo stato, piangendo, ognora, miseria; che dichiarano, annualmente, un reddito inferiore a quello dei loro dipendenti o collaboratori, per sottrarsi al dovere dei Cittadini di rendere allo stato quanto esso spende in servizi ad essi forniti. Così, se, anche, lo stato italiano fornisce ai suoi condòmini servizi, spesso, scadenti, essi sono, totalmente, pagati dai contribuenti a reddito fisso, nel pubblico e nel privato, siano essi alti boiardi di stato o “travet” o umilissimi pensionati. Negli “states”, gli abitanti sono, manco a dirlo,  pur essi, condòmini “sed”, rispetto agli italiettini, sono, non Diciamo più responsabili, sebbene più consapevoli del fatto che, riempiendo, ciascuno secondo le proprie possibilità, le casse dell’erario, tutti possono godere, fruire della immensa potenza economica, militare dello stato, di cui fanno parte, che li rappresenta, talvolta, a muso duro, nel mondo. Negli “states” l’evasione fiscale, pertanto, è punita con anni di duro carcere, mentre nell’italietta essa viene punita, obbligando, si fa per dire, l’evasore accertato a recarsi per 4 ore settimanali in una casa di riposo per anziani per una “briscolata” con essi. Nella forcaiola repubblica teocratica iraniana, come in cina, i boia hanno in continuazione il loro da fare! In iran, anche, per colpe che non attengono alla trasgressione del Diritto o dei Diritti generali della comunità nel suo insieme, ma alla morale o alla fede religiosa dei più, categoria filosofica la prima e sentimento la seconda che riguardano il foro interiore privato di ciascun uomo. Il dio, a cui tutte le teocrazie fanno riferimento (quanto sangue i teocratici cattolici, ad esempio, hanno fatto versare, scorrere, quando erano i mèntori del potere temporale nel centro dello stivale e fino a quando i detentori europei del potere “tout court” ritennero necessaria la collaborazione con essi, avvalendosi dei tribunali dell’ ”inquisizione” che comminavano roghi e le più inenarrabili sofferenze ai malcapitati sotto le grinfie di essi), ha il solo demerito, la sola responsabilità di non esistere! In cina, anche, per fatti che potrebbero destabilizzare, problematizzare, mettere in discussione il potere, ritenuto indiscutibile, dell’oligarchia del partito comunista cinese. Le condanne a morte in codesti paesi sono pubbliche ché siano, come in passato, quando esse erano da tutti gli stati applicate, di monito a tutti i singoli uomini, Dice M. Foucault, che non possono espropriare il potere di un privilegio che è solo suo: cioè di uccidere, di rubare, di commettere grassazioni, insomma, contro le “persone”, contro il patrimonio altrui. Se lo fanno, commettono reati, passibili, anche, di pena capitale. In iran le pene capitali sono eseguite in pubblico con l’impiccagione e con la lapidazione e i rituali di esse, di orrida annosità, creano una sorta di iato tra la modernità dello sviluppo scientifico, tecnologico di siffatto paese (l’iran è in grado di produrre energia atomica e, quindi, la bomba atomica) e la stasi immedicabile delle relazioni umane in balia di una religiosità superstiziosa, intollerante, impudicamente, ipocrita. Tutti i “media” con foto e video hanno raccontato la sospensione dell’esecuzione capitale di balal, il condannato a morte, voluta, decisa, quando egli aveva già il cappio al collo, dai genitori del ragazzo, da lui ucciso. Infatti, la Madre della vittima di balal aveva il compito di togliere la sedia su cui egli poggiava i piedi, ma la povera Donna, invece, di compiere un gesto di morte, sorprendendo tutti coloro che assistevano alla pubblica condanna, dopo averlo schiaffeggiato, col perdono gli ha risparmiato la vita. Il seguito della documentazione fotografica e in video racconta dello straordinario abbraccio tra due Madri Desolate: l’Una che piangeva il figlio morto, l’ Altra il figlio risparmiato e ridonato alla Vita. La notizia, dai “media” diffusa il 18 – 4 – 2014, cioè il venerdì santo, CI ha fatto Riandare, pur con  Atee Lacrime Laiche,  allo “Stabat Mater” di Jacopone da Todi: ” La madre addolorata stava /in lacrime presso la Croce /su cui pendeva il Figlio /…/ Oh, madre, fonte d’amore, /fammi forza nel dolore /perché possa piangere con te /…/”.

Pietro Aretino, già Detto Avena Gaetano

pietroaretino38@alice.it


Pubblicato il 23 Aprile 2014

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