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Ora c’è la ‘diffida’: svolta nella vertenza operatori socio-sanitari all’Asl/Bat

Sempre più a rischio i rapporti di lavoro e i contratti degli operatori socio-sanitari dell’Azienda sanitaria locale di Barletta/Andria/Trani. A tornare sul piede di guerra i sindacalisti autonomi dell’Unione Sindacati Impiego Pubblico e Privato (Usppi/Puglia) che hanno ripreso carta e penna per rivolgersi direttamente al Commissario Delle Donne, al Presidente della Giunta Regionale Emiliano e al Direttore del Dipartimento Salute dell’ente regione Puglia Montanaro. Poco o quasi nulla di nuovo risopetto ai contorni di una vertenza che si trascina da troppo tempo senza risposte nette da parte dei vertici della sanità della provincia Bat, col sindacato autonomo -come detto – sempre vicino ai lavoratori “precari”. Più lontani, invece, rispetto alle loro istanze proprio il Commissario Straordinario dell’Asl/Bat Alessandro Delle Donne, ma anche il Presidente Emiliano e il Direttore Montanaro, incapaci finora di superare le barriere di impegni e promesse come al solito mai mantenute. Insomma, parliamo di circa centocinquanta operatori socio sanitari dell’Asl Bt “licenziati” a febbraio causa, appunto, la scadenza del contratto di lavoro che dovrebbero essere ricollocati nei ranghi di Sanitaservice. In vista un bando a loro favore che però rassomiglia sempre più all’araba fenice, nonostante paresse già alla fine dell’estate scorsa trovata una soluzione alla vertenza. Grazie soprattutto -bisogna dirlo – all’apporto della ‘task force’ lavoro regionale per dirottare gli operatori socio/sanitari in seno all’ausiliariato, attraverso una domanda di partecipazione alla manifestazione d’interesse aziendale, nell’organico di Sanitaservice Asl/Bat. Tutto con contratto a tempo pieno per sei mesi che sarebbe dopo stato trasformato a tempo indeterminato. Un’operazione lunga e difficile che non sembra aver trovato ancora sbocchi, coinvolgendo anche lavoratori che hanno già raggiunto i requisiti per la stabilizzazione o li raggiungeranno entro la fine di quest’anno. Il Segretario Usppi Nicola Brescia, ad ogni buon conto, ha provveduto per iscritto a inoltrare una ‘diffida’ all’Azienda Sanitaria Locale Asl/Bat, in particolare dal dare il via a quello che i sindacati definiscono un “atto di grave e inaudita irriconoscenza, che ovviamente non colma il vuoto di organico che ha storicamente penalizzato le Aziende sanitarie, ma che lascerebbe sguarniti gli organici in caso di ripresa della pandemia”. “Li avevamo chiamati ‘angeli custodi’ e ‘eroi’ durante le settimane difficilissime della pandemia da Covid 19 quando, senza la protezione dei vaccini, avevano messo a rischio la loro vita per garantire la cura di chi si era infettato e ammalato. Ma nel nostro Paese evidentemente la memoria fa difetto – ripetono da Usppi/Puglia – e persino ora che il Governo ha inserito nel Documento Programmatico della Legge di Bilancio una norma per cui gli enti del Servizio Sanitario Nazionale sono autorizzati a stabilizzare il personale assunto a tempo determinato durante l’emergenza (medici, infermieri, operatori sanitari, psicologi, amministrativi, informatici e tutte le altre figure), e noi siamo ancora a discutere di dismissioni e licenziamenti”

Francesco De Martino

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