Cultura e Spettacoli

Oru Kami, la solitudine dell’artigiano

 

Da due giorni è uscito ‘Oru Kami’, ultima incisione di Simona Armenise, giovane compositrice barese (‘Oru Kami’ vuole celebrare la solitudine assorta del ‘piegatore’ ; in giapponese ‘oru’ significa piegare e ‘kami’ vuol dire carta. Da esse deriva ‘origami’, l’antica arte nipponica del piegare la carta per raffigurare fiori, animali o altre figure di fantasia). Prodotto da Tommy Cavalieri della Sorriso Edizioni Musicali attraverso la label Verterecords, ‘Oru Kami’ è un doppio cd contenente undici tracce. In tutte le undici tracce sono protagoniste le molte chitarre dell’Armenise, che interagiscono con loop machine ed altre manipolazioni elettroniche. Performer poliedrica, la Armenise si muove senza sforzo fra solide architetture musicali e improvvisazione. Assente la voce, ‘Oru Kami’ si presenta come una galleria di visioni sonore, o di paesaggi mentali se si preferisce. Apre l’incisione ‘Satienedye’, brano che già nel titolo omaggia Satie. L’omaggio, nel quale si strizza l’occhio pure Eno e Fripp, si consuma in una riflessione sull’essenzialità dell’accordo, sulla purezza del suono. Nel successivo ‘Akira’, dopo un avvio che ricorda certo kraut-rock, l’elettronica si fa spazio con prepotenza. Dopo il dolente ‘Akira’ è poi la volta di ‘Thor’s Well’, ambiziosa suite che può vantare  la collaborazione di Ares Tavolazzi ; una composizione particolarmente apprezzabile specie quando sembra citare il primo Battiato. Si va avanti col ben ritmato ‘Landscapes’, che chiude il primo compact. Col secondo cd è come se si voltasse pagina. La chitarra è maggiormente in primo piano. ‘E’(s)senza’, ‘Rarefield gray watercolors’ e ‘Haiku, Keimyou, Yuuga’ esprimono con chiarezza un sentire meditabondo, sottilmente inquieto. Chiude l’opera l’ottimo ‘Trance afro-medioriental express’, composizione dal respiro globale che una ritmica acida e metropolitana colora di drammatico. (parte di quanto ricavato dalla vendita del disco sarà devoluto a sostegno delle attività di Emergency) Due parole infine su questo personaggio così ricco di personalità nel coniugare la tradizione esecutiva con i richiami della musica contemporanea e la tentazione tecnologica :  Nata a Bari nel ’77, Simona Armenise ha conseguito, con il massimo dei voti e la lode, il  “Diploma Accademico di II livello in Discipline Musicali – indirizzo solistico-interpretativo strumento chitarra” presso il conservatorio “N. Rota” di Monopoli(Ba) sotto la guida del M.° Felici e del M.° Grandinetti. Nel 2008 si è esibita al Festival di Musica Contemporanea “URTICANTI” che ha avuto come ospite Luis De Pablo e nel 2009 al Festival “5 Giornate di Milano 2009”. Nello stesso anno, ha partecipato all’esecuzione collettiva di “In C” di Terry Riley all’interno della manifestazione “Milano suona in Do” presso la Biennale di Milano. Ha poi preso parte allo Squinzano Jazz Festival suonando con Franco Cerri e il quintetto Oberon.

Italo Interesse

 


Pubblicato il 14 Gennaio 2016

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