Cronaca

Ospedale ‘Di Venere’ tra emergenze, proposte e rischio infezioni

Il sindacato Usppi/Puglia chiede interventi 'urgenti' ai vertici sanitario/amministrativi del nosocomio

Sempre peggio al Pronto Soccorso del Presidio ospedaliero “Di Venere” di Bari dove. alle precedenti segnalazioni relative a infezioni ospedaliere s’è aggiunta – nel corso di quest’ultima settimana – l’emergenza ‘Legionella’, con numerosi pazienti che continuano a sostare per giorni nelle aree comuni, in attesa del ricovero. La denuncia arriva dai sindacati autonomi dell’Usppi/Puglia che punta sulla distinzione di due problematiche che richiedono interventi specifici: da un lato c’è il rischio infettivo, che impone la disponibilità di stanze di isolamento, percorsi separati, tempestivi accertamenti epidemiologici e ambientali e adeguate misure di sanificazione.

E dall’altro -…come non bastasse – vi sono la carenza di posti letto e il conseguente fenomeno del <<boarding>> che determinano la prolungata e impropria permanenza in Pronto Soccorso di pazienti per i quali è già stata posta indicazione al ricovero. La misura adottata di eliminare l’accesso dei pazienti psichiatrici presso il Pronto Soccorso dell’ospedale di Bari/Carbonara, per quanto giusta, ha costituito soltanto un primo importante passo verso la risoluzione delle problematiche più gravi. Le altre cause della grave e cronica criticità restano ancora irrisolte carenza di posti letto e assenza dei flussi di ricovero.

Eppure il sovraffollamento -sostengono ancora i sindacalisti Usspi – non è un problema del solo Pronto Soccorso, ma riguarda il flusso dell’intero ospedale. Le soluzioni devono pertanto agire a monte, durante e a valle del percorso di emergenza-urgenza, attraverso un’organizzazione condivisa che coinvolga la Direzione, i reparti e tutti i servizi interessati. Per il sindacato, insomma, occorre anzitutto rendere operativo e diffondere a tutti i reparti e ai coordinamenti un Piano aziendale di gestione del sovraffollamento, con criteri di attivazione chiari, responsabilità definite e procedure condivise, superando la gestione quotidiana e occasionale dell’emergenza.

<<È inoltre indispensabile istituire una <<admission room>>, o area di ricovero temporanea, dotata di posti letto e di personale medico e infermieristico dedicato appartenente ai reparti di destinazione. In tale area dovranno essere accolti i pazienti già stabilizzati e destinati al ricovero, così da liberare le barelle e i box del Pronto Soccorso per i nuovi accessi urgenti e garantire un’assistenza più appropriata>>, chiosa il segretario nazionale Usppi Nicola Brescia. Per il quale, inoltre, sarebbe quanto mai necessario definire quotidianamente una quota fissa di posti letto medici e chirurgici riservati e garantiti al Pronto Soccorso, nonché attivare la figura del <<Bed Manager>> per l’intero arco delle ventiquattro ore.

Tale figura, medica o infermieristica e munita di adeguata delega direzionale, dovrà essere coinvolta contestualmente alla decisione di ricovero, coordinare i reparti riceventi e favorire la tempestiva disponibilità del posto letto. <<La permanenza per giorni dei pazienti nell’OBI non può essere considerata una soluzione ordinaria, né il relativo carico assistenziale può continuare a gravare esclusivamente sul personale del Pronto Soccorso, già sottoposto a condizioni di lavoro particolarmente onerose. Solo l’adozione tempestiva e coordinata delle misure sopra indicate -conclude Brescia – potrà consentire di affrontare in modo concreto ed efficace le gravi criticità denunciate. L’Usppi/Puglia ha chiesto <<l’adozione urgente>> di misure concrete sia sul versante della prevenzione e dell’isolamento infettivo, sia su quello della disponibilità dei posti letto e della gestione dei flussi ospedalieri, con tempestivo riscontro scritto sulle determinazioni assunte. La risposta, ora, ai vertici dell’Ospedale Di Venere di Bari/Carbonara.

Antonio De Luigi


Pubblicato il 8 Agosto 2026

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