Cronaca

Ospedale ‘Miulli’, in agitazione per l’applicazione del contratto

Segreterie sindacali per il rispetto del CCNL sanità pubblica, con ultimatum per la prossima settimana

Niente di nuovo nella vertenza in corso all’Ospedale ‘Miulli’ di Acquaviva delle Fonti, a parte l’ultimo comunicato delle segreterie sindacali Funzione Pubblica/Cgil, Cisl, Uil, Fials/Nursind che hanno rigettato all’unanimità la proposta dell’Ente gestore, richiedendo l’applicazione del Contratto Collettivo/Sanità pubblica 2019-2021. Tutto in sospeso, dunque, dopo l’ultimo incontro di fine maggio, coi sindacati ancora fermi sulle posizioni di partenza e coi lavoratori dell’ente/gestore ecclesiastico che hanno -come detto- approvato totale adesione al Contratto Collettivo Nazionale del Lavoro/Comparto Sanità Pubblica in vigore da ben cinque anni. Durante l’ultima assemblea di fine maggio sono state sollevate tutte le preoccupazioni riguardanti le dotazioni organiche -sotto i minimi necessari – col frequente ricorso al lavoro straordinario e con tutte le conseguenze negative a esso collegato sul piano psico-fisico dei dipendenti. Poi bisognerebbe anche parlare dei tanti casi di demansionamento denunciati dagli stessi sindacati, mentre in risposta a tutte queste problematiche, è stata anche manifestata l’intenzione di avviare azioni legali contro l’ente. Le segreterie sindacali hanno anche chiarito che non possono, né intendono, assumere una condotta contraria al mandato ricevuto dai lavoratori, sottolineando l’importanza di operare nel rispetto dei principi di legalità, imparzialità e trasparenza. E dunque, è stata rigettata integralmente la proposta dell’ente del d’una decina di giorni fa e precisamente del 3 giugno, non considerando accettabile il primo passaggio di tale proposta (articoli 1-42) né la seconda sezione (articoli 43-110) a causa delle modifiche sostanziali apportate dall’ente stesso. Perciò i sindacati hanno tenuta ferma la loro posizione, tornando a sollecitare <<…l’immediata applicazione di tutti gli istituti economici pendenti e previsti dal CCNL Comparto Sanità Pubblica 2019-2021, con particolare riferimento ad adeguamento retroattivo, a partire dal 1° gennaio 2023, degli importi per gli incarichi di posizione funzionale di parte fissa a 76,92 euro, sostituendo l’indennità di parte comune conglobata di 71,53 euro. Ma anche l’adeguamento retroattivo degli importi per le funzioni organizzative e professionali dal 1° gennaio 2023, con la erogazione delle indennità per l’operatività, così come previsto dall’articolo 107 comma 2 e pagamento anticipato di 40 euro a favore del personale del Pronto Soccorso, da conguagliarsi a decorrere dal 31 dicembre 2021 e valido dal 2022, in conformità con l’art. 1 comma 293 della Legge 234/2021>>. Insomma, base di partenza per qualsiasi futura negoziazione non potrà che essere Ccnl/Comparto Sanità Pubblica 2019-2021, con tanto di diffida dall’adottare posizioni autonome nell’applicazione di contratti integrativi aziendali non conformi alle norme di riferimento. Per finire, hanno avvertito Cgil/Fp, Cisl, Uil, Fials/Nursind, in assenza di risposte entro l’inizio della settimana entrante (…e precisamente entro il 17 giugno p.v.), saranno adottate <<…tutte le iniziative necessarie per tutelare i diritti dei dipendenti dell’Ospedale “F. Miulli”>>.

Francesco De Martino


Pubblicato il 12 Giugno 2024

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