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Padre Savino D’Amelio: “Ci occupiamo dei bisognosi, delle persone sole e abbandonate”

E’ un lucano, pugliese di adozione il Superiore della Congregazione religiosa Pia Società dei Discepoli, riconosciuta nel 1931. Parliamo di padre Savino D’ Amelio nato a Montemilone, vissuto per lunghi anni a cavallo tra Minervino, Spinazzola e Gioia del Colle. E’ anche influente consigliere delegato dell’ONPMI, ente fondato da padre Giovanni Minozzi e dal barnabita Giovanni Semeria. Lo abbiamo intervistato.

Padre D’ Amelio, qual è la vostra spiritualità e dell’ente nel quale lei è Consigliere Delegato?

“Dobbiamo partire dalle figure dei fondatori. Sia padre Minozzi che padre Semeria, a parte un paio di residenze al Nord, hanno sempre e dico sempre voluto e cercato di proteggere le fasce deboli e fragili della società e per questo in Italia hanno operato al centro sud. Ma abbiamo residenze per bambini, anziani e soggetti in difficoltà persino in altre nazioni, penso al Brasile, India, Perù a Lima”.

Lei è nato a Montemilone, ma ha sempre o quasi vissuto in Puglia dove l’ONPMI è particolarmente presente…

“In effetti sono nato in un paesino del potentino, ma a ridosso della Puglia e della sua zona murgiana. Sono stato per 14 anni a Gioia del Colle, a Minervino e Spinazzola. Il nostro ente ha creato a Siponto, Foggia, un casa famiglia ed un centro sportivo. A Gioia abbiamo una residenza per anziani che prima era un istituto ed un centro sportivo, il Padre Semeria ottimamente gestito da Giuseppe Falcone. Vi è anche una bella palestra della quale si occupa la famiglia Milano. A Gioia stanno lavorando davvero molto bene”.

Quali sono le particolarità e i carismi della vostra Congregazione, di quella detta Pia Società dei Discepoli?

“Siamo appunto religiosi e non diocesani che sulla base della spiritualità dei fondatori ci occupiamo dei bisognosi, delle persone sole e abbandonate, di quelle fragili. La nostra è carità nella verità. Una volta avevamo i collegi, adesso le case famiglie. Per l’esercizio concreto di queste opere di carità abbiamo appunto l’ONPMI. La fede senza le opere è morta, diceva San Giacomo”.

Bruno Volpe

 

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