Pagliaro: “Il deficit da 369 milioni causato negli ultimi due anni per vincere le elezioni”
FdI contro l'aumento dell'Irpef e del commissariamento della Sanità regionale

Il deficit sanitario da 369 milioni di Euro in Puglia è stato creato nell’ultimo biennio per vincere nuovamente le elezioni regionali. Ad affermarlo è il capogruppo di “Fratelli d’Italia” alla Regione, Paolo Pagliaro, che con una nota ha dichiarato: “Mentre con un pizzico di invidia e tanto rammarico apprendiamo che il governo Meloni ha revocato per la Regione Calabria il commissariamento del sistema ospedaliero e per la Regione Campania ha attestato la fine del Piano di Rientro, oggi più di ieri ribadiamo, con forza, il nostro no all’aumento dell’Irpef ”, chiedendo al neo-governatore Antonio Decaro (Pd) di avere il coraggio di andare fino in fondo con un’operazione verità sui fattori che hanno determinato il deficit, ma soprattutto sulle responsabilità di questa “voragine” nella Sanità regionale. Infatti, per Pagliaro, la sensazione è che il commissariamento della Sanità, vera iattura per i pugliesi, possa togliere un po’ di castagne dal fuoco proprio a Decaro e alla sua maggioranza di centrosinistra, in quanto Decaro, se fosse nominato commissario dal Governo nazionale commissario, potrebbe decidere l’aumento dell’addizionale Irpef senza passare dal Consiglio regionale, dove necessariamente si aprirebbe un confronto tra maggioranza ed opposizione, che porterebbe a chiarire pubblicamente le responsabilità del deficit. Invece, da commissario, potrebbe non dar conto delle scelte adottate (sempre insieme a una task force di fedelissimi), evitando di fare chiarezza su sprechi e sperperi di chi ha gestito la Sanità pugliese negli ultimi due decenni. Fratelli d’Italia – ha assicurato il capogruppo Pagliaro – non permetterà questa operazione che consentirebbe a Decaro di nascondere la “polvere sotto il tappeto”, poiché la voragine da 369 milioni di euro non è un evento naturale abbattutosi sui pugliesi, prima ancora che sul governo regionale. Infatti, “il buco – ha evidenziato ancora Pagliaro – è stato ‘scavato’ in poco meno di due anni (2024 e 2025) da mani che hanno sperperato il denaro dei pugliesi non solo per sciatteria, ma con un obiettivo preciso”, ovvero “vincere le regionali”. Quindi, il capogruppo di Fdi ha invitato il presidente Decaro, in nome della discontinuità tanto cara al successore di Michele Emiliano, a fare piena luce su quello che è accaduto, spiegando dove e come sono stati spesi i 369 milioni in più rispetto a quello che era possibile spendere, facendo nomi e cognomi di “chi lo ha fatto e chi non ha vigilato”. “I pugliesi – ha concluso Pagliaro – devono sapere che pagheranno più tasse e avranno anche meno servizi (se la Sanità sarà commissariata) per colpa di politici che, come hanno ‘messo le mani’, oggi devono ‘metterci la faccia’ e quanto meno chiedere scusa”, poiché – ha alluso Pagliaro in maniera alquanto chiara sul riferimento – “sono gli stessi che dopo aver vinto le Regionali, sperano di vincere anche qualche seggio in Parlamento”. In definitiva, il gruppo regionale pugliese del partito della premier Giorgia Meloni ha sostanzialmente annunciato che si opporrà alla commissariamento della Sanità pugliese da parte del Governo nazionale, perché si augura che sia il governatore Decaro a portare in Assemblea regionale la delibera di aumento dell’addizionale regionale Irpef, necessario a tappare il buco da 369 milioni di Euro, in modo da far chiarezza sui conti in rosso della Sanità pugliese e, soprattutto, sulle responsabilità politiche di tale deficit. In realtà, se la Regione, e quindi il presidente Decaro, non dovesse decidere autonomamente l’aumento dell’addizionale Irpef contestualmente all’approvazione del consuntivo 2025, per evitare il confronto in Aula tra maggioranza ed opposizione, allora sarà il governo Meloni ad intervenire con il commissariamento della Sanità in Puglia. E, per legge, il commissario non può che essere il presidente stesso della Regione, ovvero Decaro. Quindi, l’annuncio di Pagliaro altro non sarebbe che uno “spot” politico per manifestare la contrarietà di Fdi al commissariamento della Sanità in Puglia, ma che nello stesso tempo, però, non potrà essere evitato, se il governatore Decaro non accoglierà l’invito di Fdi a far chiarezza sulle responsabilità del deficit. Ma paradossalmente la nomina del governatore a commissario della Sanità in Puglia avverrebbe da Roma, come atto dovuto, proprio da un Governo centrale guidato dalla leader di Fdi, che alla Regione Puglia – come è noto – è il maggior partito di opposizione. A questo punto, però, verrebbe anche da chiedersi: “Ma negli ultimi due anni dove stavano le forze di opposizione della Regione, se qualcuno si preparava a vincere le elezioni creando un buco nella Sanità da 369 milioni di euro alle casse regionali, senza che se ne siano accorti coloro che dovevano vigilare sull’attività della maggioranza?” Vedremo cosa farà Decaro, ora che sa che il principale partito di opposizione alla Regione, ma che è anche la principale forza di governo del Paese, è contro il commissariamento della Sanità pugliese, perché a parole vuole far venire fuori la polvere da sotto il tappetto. In che modo, però, se il commissariamento divenisse inevitabile per responsabilità dello stesso centrosinistra di Decaro ed Emiliano?
Giuseppe Palella
Pubblicato il 11 Aprile 2026



