Cultura e Spettacoli

Paisiello non fu tenero con Insanguine

Ricorre oggi il 296° anniversario della nascita del monopolitano Giacomo Insanguine, organista, insegnante e compositore

Si approssima il tricentenario della nascita, avvenuta a Monopoli il 22 marzo 1728, di Giacomo Insanguine, organista, insegnante e compositore. In quest’ultima veste, oltre a produrre quindici ‘lavori sacri’ e due trattati, egli si cimentò sia con l’opera seria che con quella comica. Complessivamente firmò trentuno composizioni. Esordì come autore teatrale con la ‘commedea pe’ mmuseca’ “Lo funnaco revotato” (su libretto di P. Mililotti o B. Saddumene, dal lavoro omonimo di F. Oliva), rappresentata con grande successo al teatro de’ Fiorentini di Napoli nell’inverno del 1756, successo che si rinnovò nelle repliche del 1760. Il vero successo giunse dodici anni dopo grazie a L’osteria di Marechiaro, una commedia in tre atti su libretto di F. Cerlone che, rappresentata al teatro de’ Fiorentini nell’inverno 1768, insieme con la farsetta ‘Pulcinella vendicato nel ritorno di Marechiaro’, fu replicata per sessanta sere consecutive e rappresentata ancora alla presenza dei sovrani nella ripresa del 1769 al teatro della Reggia di Caserta. L’opera, che si avvaleva del libretto di uno dei migliori librettisti napoletani della seconda metà del Settecento, e che rispondeva ai canoni più brillanti e accattivanti della commedia per musica napoletana, è rivelatrice di un’ottima tecnica artigianale, con accenti popolareggianti di buon effetto e un’invenzione forse un po’ manierata ma non priva di seduzione. L’opera fu poi soppiantata dall’omonimo lavoro di Giovanni Paisiello, ben più ricco d’invenzione e replicato per quaranta sere nello stesso teatro. Il successo riempì di smisurato orgoglio il compositore tarantino, in quale fu affatto tenero verso il collega monopolitano, al quale diede del “maestro delle pezze”. L’astio di Paisiello trovava linfa nel fatto che Insanguine – su richiesta degli impresari – si dedicasse anche all’accomodamento di lavori abbandonati da altri autori (come Michele Gaballone, Johann Adolph Hasse e Nicola Bonifacio Logroscino), pratica ritenuta nell’ambiente musicale improduttiva e disdicevole. Giacomo Insanguine (che si spense a Napoli, dove visse tutta la vita, il 1° febbraio 1793) ebbe anche un fratello, Pietro, a sua volta organista presso la Chiesa del Purgatorio e della Cattedrale di Monopoli. Piccola curiosità : si vuole che la salma di Pietro Insanguine sia ‘esposta’ tra le otto mummie conservate in una cappella interna della Chiesa di S. Maria del Suffragio a Monopoli. Quel tempio, dal 1687, è sede dell’omonima Confraternita. In passato quei confratelli disponevano che i loro corpi, dopo essere stati sottoposti ad un processo di mummificazione spontanea, venissero esposti (un analogo tipo di ‘esposizione’ rappresenta la maggiore attrazione della cripta della Basilica di Oria). Ma il suo nome non compare dell’elenco dei confratelli mummificati o anche solo seppelliti in quella chiesa.

Italo Interesse


Pubblicato il 22 Marzo 2024

Articoli Correlati

Pulsante per tornare all'inizio