Cultura e Spettacoli

Paisiello, note e bugie

Il nostro Giovanni Paisiello (era nato a Taranto nel 1740), fu tra i più importanti compositori d’opera del periodo classicista. Poco note sono le vicissitudini che accompagnarono il suo matrimonio, contratto nel 1768 con Cecilia Pallini. “Il modo come avvenne il matrimonio non fu un degno preludio all’idillio consecutivo. – scrive  Benedetto Croce in ‘I teatri di Napoli’ – O forse fu un degnissimo preludio, se è vera l’opinione comune che i matrimoni che cominciano senza troppo entusiasmo sono quelli che continuano bene”. Che il matrimonio del compositore pugliese sia stato felice è confermato dal Florimo il quale, parlando del Paisiello, così dice : “Aveva sposato la signora Cecilia Pallini, napoletana. Costei l’amò moltissimo e lo seguì sempre nei suoi viaggi…”. Ma prima del fatidico ‘sì’, quanti veleni! Sulla fine dell’agosto 1768 il Paisiello dirigeva una supplica al Re per essere sciolto da una promessa di matrimonio con la Pallini avendo scoperto d’essere stato ingannato. Nella supplica il Paisiello spiegava che la donna “si diceva esser vidua del fu Felice Mazzinga, maestro di cappella a Livorno” e in possesso di una dote pari a 1800 ducati. “Su questo piede”, il compositore si era impegnato a prenderla per moglie. “Ma si è scoverto che la detta Pallini non fu affatto moglie del detto Mazzinga, n’è stata mai vidua… In oltre non vi è stata né vi è quella dote di ducati 1800 da lei promessa e che prometteva di giorno in giorno far venire da Livorno”. La donna replicava al sovrano “che era incinta e che il Paisiello le aveva dato fede di matrimonio”. La supplica si chiudeva con la richiesta che si costringesse il Paisiello a mantenere la promessa e che gli si impedisse di fuggire a Roma. La contesa si risolse a favore della donna : In un rapporto dell’uditore Nicola Pirelli inviato al ministro Bernardo Tanucci si comunica che le nozze furono celebrate il 14 settembre nel carcere di S. Giacomo degli Spagnoli, dove Paisiello era stato recluso a titolo precauzionale. Al termine della cerimonia “fu egli posto in libertà col mandato che gli feci ingiungere di non offendere la suddetta sua moglie ed immediatamente si unirono in una casa con la maggior quiete e piacere d’ambedue”. Chi dei due mentiva? Il Croce non salva nessuno, per quanto poi faccia pendere il piatto della  bilancia a favore di lei :  “Il Paisiello e la Pallini dissero, ciascuno dal canto suo, un  buon numero di bugie. Paisiello era un gran compositore, ma anche un gran bugiardo”. – Nell’immagine, Paisiello al clavicordo : olio su tela di Elisabeth Vigée Le Bruna, 1791). La partitura è ‘Nina, o sia La pazza per amore’.

Italo Interesse

 


Pubblicato il 18 Gennaio 2018

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