Cronaca

Palazzi di Giustizia a Bari: il problema non è solo della Giustizia

I Palazzi di Giustizia di Bari (quello di Piazza de Nicola, quello del Giudice di Pace di Bari, il Palazzo di Giustizia dei Minori in Via Tommaso Fiore e quello di Via Nazariantz) ormai stanno crollando o, comunque, non sono totalmente agibili. Il Palazzo di Piazza de Nicola, sede – tra le altre cose – della Corte d’Appello civile e penale e del Tribunale di Bari, soffre parecchio (e con esso, coloro i quali quotidianamente lo frequentano per motivi di lavoro, vale a dire, Magistrati, Avvocati, personale di cancelleria ed utenza varia), a causa della carenza di ascensori funzionanti (ne funzionano 2/3 su 9 destinati all’uso comune) e Palazzo di Giustizia non a norma, come in precedenza certificato. L’Ufficio del Giudice di Pace di Bari non è a norma: mattonelle che saltano, acqua piovana che entra nelle cancellerie e si mettono solo delle pezze, fino a quando non si farà male seriamente qualcuno. Il Tribunale per i Minori in Via Tommaso Fiore è praticamente inadeguato per poter ospitare gli Uffici, le Aule di udienza e tutto quanto concerne la trattazione di affari riguardanti le problematiche relative ai minori, con i minori che molto spesso sono presenti e devono aspettare (anche delle ore, prima di entrare nelle stanze dei Giudici, onde essere ascoltati. E poi sul Tribunale di Via Nazariantz si è detto di tutto: ora non ci sono neanche i posti perché si possa parcheggiare (e gli Avvocati si vedono multati per divieto di sosta,, rei di non sapere dove parcheggiare prima di andare a lavorare).

Tutta questa situazione peggiorerà anche e soprattutto alla luce della soppressione delle sedi distaccate del Tribunale di Bari, circostanza, questa, che provocherà un aumento delle “frequentazioni” dei vari Uffici giudiziari, con conseguente (ed immaginabile) disagio per tutti coloro i quali vengono a Bari non certo per una gita e/o anche per i residente delle zone interessate (che si trovano distanti dai vari Uffici Giudiziari). La politica ha colpa? Ci sono soluzioni? Quali possono essere? A chi è addebitabile (se è addebitabile a qualcuno) questo stato di cose? E la politica cosa ha fatto per migliorare i vari Presidi di Legalità (quali i Palazzi di Giustizia, dove la Giustizia viene amministrata in nome del Popolo Italiano)? A queste e tante altre domande (le stesse che rappresentano solo una parte degli argomenti che si vuol trattare), si cercherà – se possibile – di dare una risposta (anche se l’impresa, al momento, appare titanica), fermo restando che è meglio che cadano certi tabù e che si inizi a parlare a carte scoperte, tutti insieme, onde tentare di risolvere un problema che non involge solo gli addetti ai lavori, ma anche (se non soprattutto) la città di Bari. Domani, venerdì 25 Ottobre, presso l’Aula Magna della Corte d’Appello di Bari, l’incontro – tavola rotonda, organizzata dalla Associazione Forese Avvocati Ora (con il patrocinio del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Bari e la partecipazione di Camera Penale di Bari, Camera Civile di Bari, Giunta Distrettuale di Bari della ANM, Sindacato Avvocati di Bari, tutti seduti intorno allo stesso tavolo), ha proprio il compito di verificare le cause di tali disservizi e di tentare una soluzione delle problematiche affrontate. Questo incontro, aperto a tutti coloro i quali hanno qualcosa da dire, sul punto, e che prevede comunque la partecipazione della Politica, a dimostrazione del fatto che comunque non ci si limita a parlarsi addosso è il primo di due incontri che la Associazione Forense Avvocati ‘Ora’, sin da questo momento, si impegna a portare nelle stanze del potere, discutendone con i politici e vedere cosa si può fare (il secondo incontro sarà tenuto in una sede Istituzionale, a ridosso delle prossime elezioni Amministrative, che si terranno nel Giugno 2014). La speranza, come fa sapere l’avvocato- presidente dell’associazione Nicola Zanni, è che, parlando delle cause di problemi e disagi, si possa finalmente giungere ad una soluzione d’un problema che, come nel caso della Giustizia locale, è drammatico.

 

Francesco De Martino


Pubblicato il 24 Ottobre 2013

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