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Palese a capo della sanità pugliese, la tattica di Emiliano è sempre la stessa

La strategia politica del Presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, sin dai tempi in cui è stato sindaco di Bari, è sempre la stessa. La tattica di governo anche. Ovvero, in sintesi, neutralizzare il più possibile le forze di opposizione alla sua gestione, per poi svotarle elettoralmente anche nelle urne. Una strategia, questa, che però mal si concilierebbe nel rapporto con le forze di maggioranza che sono state determinanti per la vittoria e che diventano invece secondarie nella gestione concreta del potere, se non fosse per il fatto che la tattica (sempre la stessa!) di Emiliano, per neutralizzare i possibili colpi di coda della sua stessa maggioranza quando quest’ultima viene di fatto esautorata dai coinvolgimenti politici che, in teoria, pur dovrebbero competergli, è quella di testare in anticipo le possibili reazioni, al fine di poter adottare le opportune contromosse. Un copione, quello testé descritto, che puntualmente si ripete ogni qualvolta il governatore pugliese incappa in difficoltà politiche o amministrative che potrebbero portarlo in un vicolo cieco e che invece così non accade, perché la tattica adottata da Emiliano gli consente di sondare in anticipo gli effetti di certe sue scelte e, conseguentemente, di decidere se e come proseguire per venirne a capo della “questione” (politica o amministrativa) da risolvere. E questo è ciò che verosimilmente sta accadendo alla Regione Puglia per l’indicazione dei due nomi che nella giunta Emiliano devono occupare i posti lasciti liberi da Pierluigi Lopalco alla Sanità, prima, e Massimo Bray alla Cultura e Turismo, dopo. Infatti, nei palazzi regionali pugliesi, già dalla fine del mese di novembre circolavano i nomi dei possibili sostituti, vale a dire l’ex esponente fittiano ed ex deputato di centrodestra Rocco Palese per la Sanità ed il capogruppo della civica “Con” nell’aula barese di via Gentile, Gianfranco Lopane, alla Cultura e Turismo. Nomi, entrambi, fatti circolare come imminenti nel ruolo, invece a distanza di quasi due mesi dalla loro uscita informale non sono stati né insediati, né tantomeno formalizzati per tali incarichi. Infatti, un loro rapido insediamento avrebbe potuto sortire reazioni politiche incontrollabili per il governatore pugliese. E non di certo per la nomina di Lopane che è un consigliere di maggioranza e probabilmente è stata anche concordata nella scelta all’interno del Gruppo che presiede, quanto per quella di Palese, che – come è noto – è stato fino al 2018 uno degli esponenti di punta del centrodestra pugliese. Oltre che, a suo tempo, Palese figurava tra i più stretti collaboratori dell’ex governatore pugliese di centrodestra che nel 2020 ha tentato di spodestare Emiliano e, soprattutto, nel 2010 fu l’antagonista che, per il centrodestra, tentò di riprendersi la guida della Regione Puglia a trazione vendoliana. Quindi, l’ex consigliere regionale e, poi, deputato Palese è forse la figura politica che più di tutti, tra il 2005 ed il 2018, ha rappresentato politicamente (e non solo!) l’opposizione alle classi di governo del centrosinistra pugliese ed al modo di gestire il potere di queste ultime. Ora, invece, Emiliano starebbe per portare Palese alla guida dell’Assessorato più “pesante” ed importante della Regione Puglia. E, addirittura, la scelta (che è di natura prettamente politica, da non dimenticare che Palese sarebbe uno dei due assessori esterni della Giunta) potrebbe essere paventata come quella di uno tra i maggiori esperti del settore. Facendo, però, così credere che in Puglia un’intera coalizione politica di centrosinistra, da oltre 15 anni alla guida della Regione, forse non annovera personalità sanitarie in grado di poter fare altrettanto bene come farebbe l’ex sfidante di Nichi Vendola e “fustigatore”, fino a marzo del 2018, dell’attività di governo del centrosinistra locale. Insomma, Emiliano con la scelta di Palese al posto di Lopalco, se avverrà, confermerebbe ciò che ebbe a sostenere senza mezzi termini qualche tempo fa. Ossia che, per lui, “il meccanismo dell’appartenenza politica sia un fatto di marketing”. E, quindi, in quanto tale varrebbero anche per la “politica” le regole di mercato.  Un “mercato”, però, assai particolare poiché a sostenere questo tipo di scelte dovrebbero partecipare e, forse, alla fine ed ancora una volta parteciperanno in maniera diretta ed essenziale anche coloro (ndr – i partiti e movimenti di centrosinistra) che tali “regole di mercato” li ripudiano per la politica nei loro programmi e nei propri statuti. Ma che di fatto, poi, in Puglia potrebbero accettarle tacitamente in cambio di qualche “contrappeso” o, forse meglio, “contentino” di governo o sottogoverno. Staremo a vedere. Però, se così sarà e come di fatto lo è stato finora con Emiliano (sindaco di Bari, prima, e presidente della Regione dal 2015), allora vorrà forse dire che il “belusconismo” dal 2004/2005 in Puglia non è mai tramontato. Tant’è che i risultati delle elezioni politiche questa ipotesi l’hanno finora sempre confermata. E, presumibilmente, la confermeranno nuovamente in futuro nella nostra regione. A meno che, contrariamente a ciò che in questi giorni ci viene raccontato, il Cavaliere di Arcore possa inverosimilmente assurgere al Colle più alto di Roma anche con i voti di Pd, M5S e Leu. Ma se quest’ultima ipotesi è quasi sicuramente “fantapolitica”, quella dell’ex-deputato pidiellino Palese, prossimo assessore alla Sanità in Puglia, è possibile che non lo sia. Infatti, si tratta solo di capire se il governatore Emiliano, con la sua solita tattica, è riuscito già a sistemare tutti i “tasselli” che tale scelta potrebbe fargli cadere oppure non ancora. Sia in Puglia che a Roma. Ed è questo, forse, il vero motivo di cotanto attesa.

 

Giuseppe Palella

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