Pane e quotidiano con Anna Achmatova
Pochi grammi di poesia al giorno per stare a contatto con l’universo poetico che vibra intorno a noi

Si specchia in un salice d’argento la poetessa russa; ne ricava benefici che le consentono di vivere in ammirazione estatica della natura e di riflettere su se stessa. Lei sopravviverà al salice e piangerà un fratello.
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Io crebbi in un silenzio arabescato,
in un’ariosa stanza del nuovo secolo.
Non mi era cara la voce dell’uomo,
ma comprendevo quella del vento.
Amavo la lappola e l’ortica,
e più di ogni altro un salice d’argento.
Riconoscente, lui visse con me
la vita intera, alitando di sogni
con i rami piangenti la mia insonnia.
Strana cosa, ora gli sopravvivo
Lì sporge il ceppo, e con voci estranee
parlano di qualcosa gli altri salici
sotto quel cielo, sotto il nostro cielo.
Io taccio…come se fosse morto un fratello.
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Anna Achmatova

Vincent Van Gogh, Salici al tramonto, 1888
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Può un salice piangente potato alimentare i sogni di un uomo? Un salice piangente potato no ha più quei lunghi rami cascanti che danzano al vento e appare come morto.. La poetessa lo piange: ha perso un compagno di vita.
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Anna Achmatova (1889-1966) è lo pseudonimo di Anna Gorenko, esponente di spicco dell’acmeismo russo. La sua poesia, inizialmente lirica e intima, è evoluta in una testimonianza civile contro lo stalinismo ed è fortemente segnata dalla tragedia personale (il marito Nikolaj Gumilëv fu fucilato nel 1921, mentre il figlio Lev Gumilëv fu imprigionato in un gulag).
Nata vicino a Odessa, scelse lo pseudonimo “Achmatova” (dal cognome della madre) per non disonorare il padre con la sua attività poetica. Nel 1964 ricevette il premio Etna-Taormina in Italia e nel 1965 la laurea honoris causa a Oxford, venendo riabilitata in tarda età.
A cura di Maria Pia Latorre ed Ezia Di Monte
Selezione iconografica a cura di Chiara Troccoli Previati
https://www.enciclopediadelledonne.it/edd.nsf/autrici-autori/maria-pia-latorre
Pubblicato il 3 Giugno 2026
