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Pane e quotidiano con Biancamaria Frabotta (II parte)

Pochi grammi di poesia al giorno per stare a contatto con l’universo poetico che vibra intorno a noi.

Con Biancamaria Frabotta Pane e quotidiano vi augura buone vacanze.

Biancamaria Frabotta nasce a Roma nel giugno del 1946 da un padre che le regala molti libri e da una madre di Civitavecchia dotata di un grande gusto estetico e abilità manuale. Impara a leggere a 5 anni e a 14 ha già letto Guerra e Pace. Pubblica la sua prima poesia a 16 anni dopo l’esito di un concorso della Banca d’Italia dove lavora il padre. Al liceo si appassiona al pensiero di Marx che la porta a militare nel Movimento Studentesco del ’68 e poi in quello del femminismo. Si laurea in Lettere con una tesi su Carlo Cattaneo, che sarà pubblicata in seguito con la prefazione di Alessandro Galante Garrone. Nel 1969 diventa assistente borsista alla Sapienza di Roma e insegnare letteratura ai giovani diventa il suo lavoro e la vocazione di una vita.

 

Arrogante garrivi alle stelle la tua dolce nenia

il fiore ancora in nuce nello scapo

e la felicità, l’ottusità d’una caccia svogliata

mai così rasente alle promesse dell’età sfacciata

ti annoiava e ti seguiva come una cagna fedele

nel subbuglio dei tuoi astratti furori.

E ti eludeva anche da quel suo astuto

gioco a tutti commestibile, ma non a te

che la morte segreta stornavi ad ogni giro

e t’era consorte l’incanto, l’incubo dei bari.

Tu non volevi altro se non l’impossibile

la tratta di favore, il pagamento del riscatto

minacciando altrimenti colpi di testa

colpi di teatro memorabili che l’indomani

bruciavi al nuovo giorno sotto dettatura.

Non tolleravi la dittatura del giorno.

E libertà t’erano gli scuri chiodati

il fresco osceno invito della notte.

 

da  La pianta del pane (2003)

 

Rubrica a cura di Maria Pia Latorre ed Ezia Di Monte

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