Pane e quotidiano con David Maria Turoldo
Pochi grammi di poesia al giorno per stare a contatto con l’universo poetico che vibra intorno a noi

Gridare per chiedere pietà, col coraggio del poeta che si fa incavo per accogliere la disperazione del mondo. David Maria Turoldo, in questa manciata di versi, sintetizza ciò che è stato l’intero suo percorso poetico.
Il poeta è un crocifisso al legno della sua sincerità.
Questi miei gridi nascono da fatti quotidiani
e poiché io non sono solo e disperato, canto
la disperazione del mondo: e dunque è poesia
come atto di pietà e di coraggio.
David Maria Turoldo

Paul Gauguin, Cristo giallo, 1889
Sincerità del poeta nelle parole, sincerità dell’artista, che si identifica nel Cristo in croce, per il pittore. Pittore che si esprime con il colore e unifica i toni del corpo del Cristo/Paul a quelli di tutto ciò che gli è intorno, nella sua naturalezza e quotidianità bretone.

David Maria Turoldo, all’anagrafe Giuseppe, nacque nel 1916 a Coderno, in provincia di Udine, in una famiglia contadina, nono di dieci figli. Nel 1938, a Vicenza, prese i voti nell’ordine dei Servi di Maria e due anni dopo fu ordinato presbitero. Fu teologo, filosofo, scrittore, poeta e di convinzione, profondo antifascista. Morì a Milano, 6 febbraio 1992 lasciandoci una ponderosa eredità di scritti. Oggi è ritenuto uno dei più rappresentativi esponenti di un cambiamento in seno alla Chiesa della seconda metà del ‘900, il che gli è valso il titolo di “coscienza inquieta della Chiesa”.
A cura di Maria Pia Latorre ed Ezia Di Monte
Selezione iconografica a cura di Chiara Troccoli Previati
https://www.enciclopediadelledonne.it/edd.nsf/autrici-autori/maria-pia-latorre
Pubblicato il 5 Novembre 2025
