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Pane e quotidiano con Erri De Luca (III Parte)

Pochi grammi di poesia al giorno  per stare a contatto con l’universo poetico che vibra intorno a noi.

Il critico letterario Giorgio De Rienzo, in un articolo del 2009 sul Corriere della sera ha definito Erri De Luca lo “scrittore d’Italia del decennio”.Ha scritto anche di montagna, della quale si è più volte definito un grande amante. Fu suo padre, militare del corpo degli Alpini, a trasmettergli questa passione. Difatti è conosciuto nel mondo dell’alpinismo e dell’arrampicata sportiva. Nel 2002 è stato il primo ultracinquantenne a superare il livello 8b, alla Grotta dell’Arenauta di Gaeta. Nel 2005 ha partecipato a una spedizione himalayana con l’amica Nives Meroi, esperienza narrata nel libro ‘Sulla traccia di Nives’. È amico e coetaneo di Mauro Corona, con il quale condivide sia la passione sportiva che quella letteraria. Nel 2014, è stato membro della giuria del Piolet d’Or, un premio francese di alpinismo.

 

Io ti vorrei bastare

“Io te vurria vasa’ “, sospira la canzone

ma prima e più di questo io ti vorrei bastare,

io te vurria abbasta’,

come la gola al canto come il coltello al pane

come la fede al santo io ti vorrei bastare.

E nessun altro abbraccio potessi tu cercare

in nessun altro odore addormentare,

io ti vorrei bastare,

io te vurria abbasta’.

” Io te vurria vasa’ “, insiste la canzone

ma un pò meno di questo io ti vorrei mancare

io te vurria manca’,

più del fiato in salita

più di neve a Natale

di benda su ferita

più di farina e sale.

E nessun altro abbraccio potessi tu cercare

in nessun altro odore addormentare,

io ti vorrei mancare,

io te vurria manca’.

 

Rubrica a cura di Maria Pia Latorre ed Ezia Di Monte

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