Pane e quotidiano

Pane e quotidiano con Fabrizio De André (IV Parte)

Pochi grammi di poesia al giorno  per stare a contatto con l’universo poetico che vibra intorno a noi.

 

Coi soldi guadagnati con i primi concerti Faber acquista una grande azienda agricola da ristrutturare nell’entroterra sardo, l’Agnata, lontana dalla mondanità della Costa Smeralda.  Nel 1977, dall’unione con Dori Ghezzi con la quale convive da tre anni, nasce Luisa Vittoria, Luvi. Nel 1979 Fabrizio e Dori vengono rapiti dall’anonima sarda nella loro villa di Tempio Pausania. Il sequestro dura quattro mesi e porta alla realizzazione dell’album ”Indiano”, nel 1981, in cui la cultura sarda dei pastori viene accostata a quella dei nativi d’America.

Nel 1984 esce “Creuza de mä”, una vera poesia in musica. L’opera interamente cantata in genovese, è considerata tra i dischi italiani più importanti di tutti i tempi, anche se quando esce, in pieni anni Ottanta, la scelta di realizzare un disco di musica d’autore e per di più in ligure, pare più una follia che una bella idea. Nelle canzoni echi di mare, viaggi, navi, ma anche dolore, gente, passioni.

 

Creuza  de mä

 

Ombre di facce facce di marinai

da dove venite dov’è che andate

da un posto dove la luna si mostra nuda

e la notte ci ha puntato il coltello alla gola

e a montare l’asino c’è rimasto Dio

il Diavolo è in cielo e ci si è fatto il nido

usciamo dal mare per asciugare le ossa dall’Andrea

alla fontana dei colombi nella casa di pietra.

E nella casa di pietra chi ci sarà

nella casa dell’Andrea che non è marinaio

gente di Lugano facce da tagliaborse

quelli che della spigola preferiscono l’ala

ragazze di famiglia, odore di buono

che puoi guardarle senza preservativo.

E a queste pance vuote cosa gli darà

cosa da bere, cosa da mangiare

frittura di pesciolini, bianco di Portofino

cervella di agnello nello stesso vino

lasagne da tagliare ai quattro sughi

pasticcio in agrodolce di lepre di tegole.

E nella barca del vino ci navigheremo sugli scogli

emigranti della risata con i chiodi negli occhi

finché il mattino crescerà da poterlo raccogliere

fratello dei garofani e delle ragazze

padrone della corda marcia d’acqua e di sale

che ci lega e ci porta in una mulattiera di mare

 

Rubrica a cura di Maria Pia Latorre ed Ezia Di Monte


Pubblicato il 18 Febbraio 2022

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