Pane e quotidiano con Fadwa Tuqan (I parte)
Pochi grammi di poesia al giorno per stare a contatto con l’universo poetico che vibra intorno a noi

Fadwa Tuqan poetessa e saggista palestinese, nasce a Nablus, città della Palestina che corrisponde all’attuale Sichem, situata in Cisgiordania, il 1º marzo 1917. Viaggia molto in Europa e in Medio Oriente; negli anni Sessanta studia lingua e letteratura inglese presso la Oxford University. Nel 1967 la sua città natale viene occupata dagli israeliani: questo evento influenza la sua scrittura in modo definitivo. Nella sua poesia, i temi sono la lotta del suo popolo, la sofferenza e le atrocità della guerra, ma anche la condizione femminile nel mondo arabo. Tra il 1952 e il 2000, pubblica varie raccolte poetiche e i suoi testi vengono tradotti in varie lingue. E’ stata premiata con il Palestinians’ Jerusalem Award for Culture and Art e con altri riconoscimenti in Grecia, Italia e Giordania. E’ morta il 12 dicembre 2003.
Sospiri
Sospiri davanti allo sportello
Fermarsi sul ponte e mendicare un permesso!
Ahimè! Mendicare, sì, un permesso d’attraversata!
Soffocare, perdere il fiato
Nel caldo del mezzogiorno
Sette ore d’attesa […]
Ahimè! Mendicare un permesso!
E la voce di un militare straniero
scoppia furiosa come uno schiaffo sul volto della folla:
Arabi…Disordine…Cani!
Tornate indietro![…..]
Il caldo mi flagella la fronte
Il sudore mi colma gli occhi di sale…..
Come nasce una canzone
Le canzoni nostre le prendiamo
dal tuo tormentato e sciolto cuore;
e sotto il peso del buio e della notte
le impastiamo con la luce, con incenso,
con amore e con voti,
le carichiamo del vigore delle rocce e del salice;
dopo di che le restituiremo al tuo cuore,
puro e trasparente quale cristallo
oh! nostro lontano e paziente popolo.
Rubrica a cura di Maria Pia Latorre ed Ezia Di Monte
Pubblicato il 20 Marzo 2024
