Appuntamento con arte e cultura a Cassano
29 Novembre 2022
Per cambiare rotta il diesse Ciro Polito ci mette la faccia
30 Novembre 2022

Pane e quotidiano con Fernando Pessoa

Pochi grammi di poesia al giorno  per stare a contatto con l’universo poetico che vibra intorno a noi.

La prima collezione di poesie di Fernando Pessoa ‘Antinous’ fu scritta in lingua inglese ed apparve nel 1918. Pure in inglese furono redatte le successive due raccolte e soltanto nel 1933 pubblicò il primo libro, ‘Mensagem’, in portoghese che, come i precedenti, passò completamente inosservato.
La maggior parte delle sue poesie apparvero su riviste letterarie quali ‘Athena’ da lui stessa diretta e sotto gli pseudonimi di Álvaro de Campos, Riccardo Reis e Alberto Caeiro, veri e propri alter ego, ciascuno dotato di una differente personalità e di un proprio background (Campos un ingegnere affascinato da Walt Whitman, Reis un dottore epicureo dalla solida cultura classica) che spesso animavano le pagine di ‘Athena’ dandosi battaglia, ora lodando ed ora criticando le “reciproche” opere.

 

 

 

Ho pena delle stelle

 

Ho pena delle stelle
che brillano da tanto tempo,
da tanto tempo…
Ho pena delle stelle.
Non ci sarà una stanchezza
delle cose,
di tutte le cose,
come delle gambe o di un braccio?
Una stanchezza di esistere,
di essere,
solo di essere,
l’essere triste lume o un sorriso…
Non ci sarà dunque,
per le cose che sono,
non la morte, bensì
un’altra specie di fine,
o una grande ragione:
qualcosa così, come un perdono?

 

Rubrica a cura di Maria Pia Latorre ed Ezia Di Monte

 2,820 total views

Condividi sui Social!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *