Pane e quotidiano con Franco Costabile
Pochi grammi di poesia al giorno per stare a contatto con l’universo poetico che vibra intorno a noi

Aderente personificazione al Sud, questa poesia di Franco Costabile, poeta di grande valore, spesso dimenticato, ma non certo dai suoi sodali. Paesaggi scolpiti nella memoria che diventano un amico seduto al tavolo a bere e a raccontare il vento. In un grumo di versi sensoriali tutto l’amore per la propria terra.
Mio Sud,
mio brigante sanguigno,
portami notizie della collina.
siedi, bevi un altro bicchiere
e raccontami del vento di quest’anno.
Franco Costabile (da La rosa nel bicchiere)
Andrew Wyeth, Vento dal mare, 1947
Il vento arriva, entra, siede accanto a te e ti racconta anche quel che non vorresti ascoltare.
Franco Costabile nacque in Calabria, a Sambiase (Lamezia Terme), il 27 agosto del 1924. Il padre presto abbandonò la famiglia; di lì la sua prima poesia. Dopo la maturità classica, si iscrisse alla Facoltà di Lettere, a Roma. Giuseppe Ungaretti fu suo professore di Letteratura e con lui instaurò un forte legame di amicizia. Sposò la sua allieva Mariuccia Armao, dalla quale ebbe due figlie. Pochi anni dopo sua moglie lo lasciò; un distacco che visse come un secondo abbandono familiare. Sua madre morì di lì a poco, nel 1964. L’anno dopo il poeta si suicidò nella sua abitazione romana per inalazione di gas. Giuseppe Ungaretti, Elio Filippo Acrocca e Giorgio Caproni gli hanno dedicato intere pagine sottolinenandone il valore e come la sua morte sia stata un segno di protesta.
A cura di Maria Pia Latorre ed Ezia Di Monte
Selezione iconografica a cura di Chiara Troccoli Previati
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Pubblicato il 26 Novembre 2025





