Cultura e Spettacoli

Pane e quotidiano con Gianni D’Elia (II parte)

Pochi grammi di poesia al giorno per stare a contatto con l’universo poetico che vibra intorno a noi

A Pesaro, dove vive, Gianni D’Elia tiene corsi e seminari di letteratura italiana e francese. Traduce dal francese e per la collana Einaudi «Scrittori tradotti da scrittori». Ha tradotto “I nutrimenti terrestri di André Gide” (1994) e “Lo Spleen di Parigi di Baudelaire” (1997). Collabora con le riviste “Rendiconti” e “L’Indice”. Nel 1993 ha vinto il premio Carducci e nel 2007, assieme ad Antonio Pascale, Carlo Ginzburg e Titos Patrikios, è stato insignito del Premio Brancati. Nel 1994 la sua poesia “Memoria” è stata posta su una lapide a Pesaro nel piazzale Falcone e Borsellino, di fronte al Monumento alla Resistenza. I versi di D’Elia manifestano forte impegno civile, sono una paziente e costante opera di ascolto del mondo, senza però  rinunciare a spunti autenticamente lirici.

 

 

Ognuno di noi è una riva a cui
vengono le immagini del mondo. Siamo
un mare su cui sciacqua un altro mare

che ci si viene a rompere in fronte, quando
guardiamo fuori, non meno di quando
guardiamo dentro noi stessi. Pure,

a catene di immagini dovremmo sapere
rispondere con schiere di frasi. Invece,
eccoci qui dietro le cose, che ci trascorrono

davanti, più che a nomi a lampi, come
le creature riprese e disintegrate di qualche
esplosione convenzionale, senza che tu le sappia

decifrare. Come dopo Auschwitz, dopo
Hiroshima. Banco di prova d’ogni
prosa, d’ogni rima e lima.

Le immagini ci sono, ma le opere,
le parole, le dobbiamo fare.

da Sulla riva dell’epoca, (Pesaro, 1953)

 Rubrica a cura di Maria Pia Latorre ed Ezia Di Monte


Pubblicato il 11 Aprile 2024

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