Cultura e Spettacoli

Pane e quotidiano con Goliarda Sapienza (IV parte)

Pochi grammi di poesia al giorno per stare a contatto con l’universo poetico che vibra intorno a noi

L’animo sensibile e inquieto di Goliarda Sapienza, mosso da grandi entusiasmi, ma incapace di reggere le sconfitte, la porta a tentare più volte il suicidio. Nel 1962, in seguito al quale subisce numerosi elettroshock, e poi nel 1964. Dal coma che ne consegue Goliarda ne esce rinnovata. Abbandona il mondo patinato del cinema, che sempre l’aveva attratta, per dedicarsi alla scrittura. Così nasce l’opera per la quale oggi è sopratutto ricordata, “L’arte della gioia”, insieme alla raccolta di poesie “Ancestrale”.Nel 1980 finisce in carcere, dove viene  detenuta per cinque giorni, per il furto di alcuni gioielli di un’amica che vende ad un banco di pegni. Sempre in carcere, ma anche successivamente, continuò l’opera di scrittrice, pubblicando però poco. In quel triste periodo riceve il riconoscimento che desiderava: «Sono tornata a vivere in una piccola comunità dove le proprie azioni vengono seguite, e approvate quando giuste, insomma, riconosciute», scrive.  Cade in miseria, tanto che sarà beneficiaria della “legge Bacchelli”. Muore il 30 agosto del 1996. Oggi è stata riscoperta dalla critica per il suo grande talento poetico.

 

 

Separare congiungere

spargere all’aria

racchiudere nel pugno

trattenere

fra le labbra il sapore

dividere

i secondi dai minuti

discernere nel cadere

della sera

questa sera da ieri

da domani

 

Rubrica a cura di Maria Pia Latorre ed Ezia Di Monte

 

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Pubblicato il 11 Maggio 2024

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