Cultura e Spettacoli

Pane e quotidiano con Iosif Brodskij (IV parte)

Pochi grammi di poesia al giorno per stare a contatto con l’universo poetico che vibra intorno a noi

Quando l’esilio costringe l’autore a lasciare la Russia, Josif Brodskij si affretta a tornare nel paese per cui da sempre nutre una lancinante nostalgia. Viene in Italia: riconosce volti, vie, piazze, calli, lungarni, luoghi di battaglie, antichissimi compagni di avventure e disastri. Ritrova il profumo del mare e ammira i prodigi dell’acqua che da sempre apparenta Pietroburgo e Venezia. Brodskij con Venezia ha sempre avuto un rapporto particolare, reso vivo nel suo “Fondamento degli Incurabili”, senza alcun dubbio una delle maggiori opere mai scritte sulla Venezia intima e dei sentimenti, composta poco dopo il conseguimento del Nobel per la letteratura nel 1987. “Per una letteratura di livello universale, piena di lucidità e di intensità poetica”. Questa la motivazione con cui i delegati decisero di assegnargli il Premio Nobel.Josif Brodskij muore il 28 gennaio 1996 a Brooklyn Heights (New York, Stati Uniti). Il suo corpo riposa a San Michele in Isola per una curiosa controversia tra la famiglia e il governo russo.

Così tacciono le orchestre. La città è come lo sforzo dell’aria
di trattenere sull’orlo del silenzio l’ultima nota.
e si ergono, come leggii ravvicinati, palazzi
mal rischiarati.
Solo una stella azzarda un falsetto tra le linee del telegrafo
là dove dorme di un sonno profondo il cittadino di Perm’.
Ma l’acqua applaude, e la riva pare brina
posata su un doremì.

da Poesie Italiane (trad.di Giovanni Buttafava)

Rubrica a cura di Maria Pia Latorre ed Ezia Di Monte

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Pubblicato il 25 Maggio 2024

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