Cultura e Spettacoli

Pane e quotidiano con Joy Harjo (I parte)

Pochi grammi di poesia al giorno per stare a contatto con l’universo poetico che vibra intorno a noi

Joy Harjo, nata a Tulsa, Oklahoma, il 9 maggio 1951, è poeta, musicista e attivista nei movimenti femministi. Importante voce del cosiddetto Rinascimento della Cultura Indigena dell’America è la prima poeta nativa, nominata poetessa laureata degli Stati Uniti nel giugno 2019. Non si aspettava questo riconoscimento che ha voluto dedicare alla resilienza di tutte le donne native d’America. È  discendente della tribù dei Cherokee e fra i suoi antenati si contano molti capi tribali.Ha conseguito una laurea presso l’Università del New Mexico.Autrice di diversi libri di poesia, ha ottenuto molti premi e riconoscimenti per le sue opere.Ha elaborato in chiave narrativa fiabe e leggende che ascoltava da bambina dai suoi nonni e dai suoi parenti. Nel 2012 in una biografia ha svelato la difficoltà avuta a crescere, sospesa tra due mondi, in un ambiente difficile soprattutto per le donne.Il suo libro di memorie «Crazy Brave» ha vinto il premio letterario Pen Center USA 2013 per la saggistica. .

 

Ti rimando indietro

 

Ti metto in libertà, mia splendida e terribile

paura. Ti metto in libertà. Eri la mia amata

e odiata gemella, ma ora, non ti riconosco

come me stessa. Ti metto in libertà con tutto il

dolore che sentirei alla morte delle mie figlie.

Tu non sei più il mio sangue. Ti restituisco ai soldati bianchi

che hanno bruciato la mia casa, decapitato i miei figli,

violentato e sodomizzato i miei fratelli e sorelle.

Ti restituisco a coloro che hanno rubato il

cibo dai nostri piatti quando noi morivamo di fame.

Ti metto in libertà, paura, perché continui a tenere

queste scene davanti a me e io sono nata

con occhi che non possono mai chiudersi.

Ti metto in libertà, paura, così non puoi più

tenermi nuda e raggelata in inverno,

o farmi soffocare sotto le coperte in estate.

Ti metto in libertà

Ti metto in libertà

Ti metto in libertà

Ti metto in libertà.

Non ho paura di provare rabbia.

Non ho paura di gioire.

Non ho paura di essere nera.

Non ho paura di essere bianca.

Non ho paura di aver fame.

Non ho paura di essere sazia.

Non ho paura di essere odiata.

Non ho paura di essere amata

di essere amata, di essere amata, paura.

Oh, mi hai strangolato, ma io ti ho dato il laccio.

Mi hai pugnalato nelle viscere, ma io ti ho dato il coltello.

Mi hai divorato, ma io mi sono sdraiata nel fuoco.

Hai preso mia madre e l’hai violentata,

ma ti ho dato il ferro rovente.

Riprendo me stessa, paura. Non sei più la mia ombra.

Non ti terrò tra le mie mani.

Non puoi vivere nei miei occhi, nelle mie orecchie, nella mia voce,

nel mio ventre, o nel mio cuore mio cuore

mio cuore mio cuore. Ma vieni qui, paura

Io sono viva e tu hai così paura

di morire.

 

da She Had Some Horses

 

Rubrica a cura di Maria Pia Latorre ed Ezia Di Monte


Pubblicato il 21 Febbraio 2024

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