Pane e quotidiano con Marguerite Yourcenar
Pochi grammi di poesia al giorno per stare a contatto con l’universo poetico che vibra intorno a noi

Originalissimo quanto disarmante questo elenco d’autore che suona come una poesia, al quale fanno riscontro altrettante trentatrè brevi storie in cui Dio c’è senza essere mai nominato. Ve lo proponiamo.
I trentatrè nomi di Dio
- Mare al mattino
- Rumore dalla sorgente nelle rocce sulle pareti di pietra
- Vento di mare a notte su un’isola
- Ape
- Volo triangolare dei cigni
- Agnello appena nato bell’ariete pecora
- Il tenero muso della vacca il muso selvaggio del toro
- Il muso paziente del bue
- La fiamma rossa nel focolare
- Il cammello zoppo che attraversò la grande città affollata andando verso la morte
- L’erba (l’odore dell’erba)
- (Disegno suo, come tanti asterischi, stelline)
- La buona terra la sabbia e la cenere
- L’airone che ha atteso tutta la notte, intirizzito, e che trova di che placare la sua fame all’aurora
- Il piccolo pesce che agonizza nella gola dell’airone
- La mano che entra in contatto con le cose
- La pelle – tutta la superficie del corpo
- Lo sguardo e quello che guarda
- Le nove porte della percezione
- Il torso umano
- Il suono di una viola o di un flauto indigeno
- Un sorso di una bevanda fredda o calda
- Il pane
- I fiori che spuntano dalla terra a primavera
- Sonno in un letto
- Un cieco che canta e un bambino invalido
- Cavallo che corre libero
- La donna – dei – cani
- I cammelli che si abbeverano con i loro piccoli nel difficile wadi
- Sole nascente sopra un lago ancora mezzo ghiacciato
- Il lampo silenzioso Il tuono fragoroso
- Il silenzio fra due amici
- La voce che viene da est, entra dall’orecchio destro e insegna un canto
Marguerite Yourcenar
Chagall, Vetrata della Sinagoga dell’Ospedale Hadassah di Gerusalemme, 1960
Dio é in ogni cosa, attraversa con la sua luce le vetrate coagulandosi in mille immagini diverse.
Marguerite Yourcenar Nata a Bruxelles da genitori francesi l’8 giugno 1903 È stata insignita negli anni Settanta del Prix National des Lettres (1974) e del Grand Prix de l’Académie française (1977) e nel 1980 è stata la prima donna a essere accolta come membro dell’Académie française. Viaggiò in Europa e in Oriente; si stabilì negli Stati Uniti, avendone assunta la cittadinanza nel 1948. Raffinata traduttrice letteraria, tradusse opere di V. Woolf e di H. James. Esordì come autrice in poesia componendo “Jardin des chimères”, nel 1921, ma la fama giunse con “Mémoires d’Hadrien”, 1951. Morì a Mount Desert (Maine, USA) il 17 dicembre 1987.
A cura di Maria Pia Latorre ed Ezia Di Monte
Selezione iconografica a cura di Chiara Troccoli Previati
https://www.enciclopediadelledonne.it/edd.nsf/autrici-autori/maria-pia-latorre
Pubblicato il 12 Novembre 2025





