Cultura e Spettacoli

Pane e quotidiano con Maria Pompea Carrabba

Prestati alla poesia. Siamo poeti quando la poesia ci chiama ad esserlo

Maria Pompea  Carrabba, pugliese, medico, nasce il 6 Aprile 1963 a San Paolo di Civitate (FG). Laureata in Medicina e Chirurgia presso l’Università di Chieti, ha conseguito il Diploma di Formazione per la Medicina Generale e lavora a Termoli (CB). Scrive poesie su problematiche sociali e, una sua particolare predilezione, poesie a tema religioso per dare voce poetica alle verità di fede e ai sentimenti cristiani. Promoter dal 2012 del progetto culturale del Comitato “Insieme per l’Arte” – una poesia per l’arte collaborando alla cura delle diverse antologie poetiche e alla realizzazione di numerose iniziative artistiche-letterarie atte a sensibilizzare e catalizzare l’attenzione su argomentazioni specifiche, utilizzando la Poesia e  l’Arte come strumento di conoscenza. Partecipa a diversi concorsi letterari, ottenendo premi e segnalazioni. Inserita in numerose raccolte poetiche di premi letterari e antologie tematiche. “Tra ricordi e pensieri, tra ciò che vedo e ascolto mi vien da scrivere per fermarsi un momento a riflettere, a contemplare, meditare e pregare. Sono versi….riflessi della mia anima che va alla ricerca di quel senso di appartenenza a questo suo tempo”. È stata selezionata con alcuni suoi testi nella Rivista di Letteratura “Euterpe”.

Divenuto saggio   

Necessaria alla vita

l’abbiamo esclusa,

poiché indecente

l’abbiamo scartata,

convinti dal mondo

siamo tentati di dimenticare 

dimenticare di  andare tra i passi.

Sbiadito il culto della memoria

non c’è tempo di pensare a lei

e pur di non pronunciarne il nome

ne facciamo spettacolo

pur di non arrossire e turbare

non le diamo voce

ma drammaticamente ed inesorabile

arriva come nemica

negando a volte

quel doloroso abbraccio

delle ultime volontà

e lontano dagli altri

muore la morte

imprevedibile mistero della vita.

Muore l’uomo

che più non vive della morte

Ma se comprendi 

che solo un battito di ciglia

sono i tuoi giorni

allora stringerai tra le dita

senso e valore

e lei,

aperta alla speranza dell’infinito

si farà sorella.

Sarai allora come quell’uomo

che divenuto saggio in punto di morte

va scoprendo il ricordo dei colori della vita

del suo romanzo,

il sapore di colei che ora diviene amica,

il sapore di quell’ultimo suo appuntamento!

Rubrica a cura di Maria Pia Latorre ed Ezia Di Monte

 


Pubblicato il 17 Febbraio 2024

Articoli Correlati

Pulsante per tornare all'inizio