Pane e quotidiano con Mariateresa Bari
Pochi grammi di poesia al giorno per stare a contatto con l’universo poetico che vibra intorno a noi

Partendo dalla paranomasia “senno-sonno” la poetessa, attraverso la personificazione, sentenzia la triste fine della pace. Si inseguono le potenti immagini evocate a dar peso al dolore e all’impotenza.
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Tace la pace
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Dove il senno prende sonno
è spirata la pace
Foglia in fin di vita
su rami martoriati dalle grandinate
è caduta nel fango degli orrori
È spirata e tace la pace
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Mariateresa Bari

Salvator Dalì, Il sonno, 1937
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Se il senno prende sonno genera figure mostruose, con occhi e labbra chiuse.
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Mariateresa Bari nasce a Monza nel ’71 e vive a Palo del Colle. Laureata in violoncello, insegna nella scuola secondaria di secondo grado ed è presidente della fondazione Vittorio Bari. Premiata in vari concorsi, ha pubblicato per la NeP ed. “Intraverso, spiragli nell’essere”. Presente nell’antologia “L’isola di Gary”, ne “L’isola di Gary, paesaggi di guerra e di pace” e in altre raccolte. Nel 2024 esce “Sentieri le ferite” con la Secop edizioni.
A cura di Maria Pia Latorre ed Ezia Di Monte
Selezione iconografica a cura di Chiara Troccoli Previati
https://www.enciclopediadelledonne.it/edd.nsf/autrici-autori/maria-pia-latorre
Pubblicato il 21 Maggio 2026
