Cultura e Spettacoli

Pane e quotidiano con Nazik al-Mala’ika (IVparte)

Pochi grammi di poesia al giorno per stare a contatto con l’universo poetico che vibra intorno a noi

Con il marito, ‘Abd al-Hadi Mahbuba, Nazik al-Mala’ika contribuisce alla fondazione dell’Università di Basrah, nel sud dell’Iraq.Le vicende storiche e politiche degli anni Cinquanta segnano la poetessa, attraverso l’esperienza dell’allontanamento dal suo Paese e il continuo cambiamento di vita e di luoghi.A partire dal 1950 vive in diversi paesi arabi: in Libano, dove pubblica molte delle sue opere più famose, in Kuwait e infine in Egitto, dove muore nel 2007, all’età di ottantacinque anni.

Canto d’amore per le parole

Perché abbiamo paura delle parole
quando sono state mani dal palmo rosa
delicate quando ci accarezzano gentilmente le gote
e calici di vino rincuorante
sorseggiato, un’estate, da labbra assetate?

Perché abbiamo paura delle parole
quando tra di loro vi sono parole simili a campane invisibili,
la cui eco preannuncia nelle nostre vite agitate

la venuta di un’epoca di alba incantata,
intrisa d’amore e vita?

Allora perché abbiamo paura delle parole’
Ci siamo assuefatti al silenzio.
Ci siamo paralizzati, temendo che il segreto possa dividere
le nostre labbra.
Abbiamo pensato che nelle parole giaceva un folletto
invisibile,
rannicchiato, nascosto dalle lettere dalle orecchie del tempo.
Abbiamo incatenato le lettere assetate,
vietando loro di diffondere la notte per noi
come un cuscino, gocciolante di musica, sogni,
e caldi calici.

Perché abbiamo paura delle parole?
Tra di loro ne esistono di incredibile dolcezza
le cui lettere

hanno estratto il tepore
della speranza da due labbra,
e altre che, esultando di gioia
si sono fatte strada
tra la felicità momentanea di due occhi inebriati.
Parole, poesia, teneramente
hanno accarezzato le nostre gote,
suoni che, assopiti nella loro eco, colorano, una frusciante,
segreta passione, un desiderio segreto.

Perché abbiamo paura delle parole?
Se una volta le loro spine ci hanno ferito,
hanno anche avvolto le loro braccia attorno al nostro collo
e diffuso il loro dolce profumo sui nostri desideri.
Se le loro lettere ci hanno trafitto
e il loro viso si è voltato stizzito
ci hanno anche lasciato un liuto in mano.

Rubrica a cura di Maria Pia Latorre ed Ezia Di Monte


Pubblicato il 6 Aprile 2024

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