Pane e quotidiano con Pedro Salinas
Pochi grammi di poesia al giorno per stare a contatto con l’universo poetico che vibra intorno a noi

La dimensione onirica ci aiuta a capire cosa davvero cerchiamo nella vita perché: “Tutti i sogni possono essere realtà, se il sogno non finisce”.
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Non rifiutare i sogni
Non rifiutare i sogni in quanto sogni.
Tutti i sogni possono
esser realtà, se il sogno non finisce.
La realtà è un sogno. Se sogniamo
che la pietra è la pietra, quello è la pietra.
A correre nei fiumi non è un’acqua,
ma è un sognare, l’acqua, cristallino.
Maschera i propri sogni
la realtà e dice:
«Io sono il sole, i cieli, l’amore».
Mai però se ne va, mai si allontana,
se fingiamo che sia più d’un sogno.
E viviamo sognandola. Sognare
è quel modo che l’anima
ha per non farsi mai sfuggire
quel che le sfuggirebbe se smettessimo
di sognare che è vero quello che non esiste.
Solo muore
un amore se non è più sognato
fatto materia e che si cerca in terra.
Pedro Salinas
(traduzione di Valerio Nardoni)
Gaetano Previati, Il sogno, 1912
Bisogna credere nei sogni, l’anima lo chiede. E’ su di un prato fiorito che si è trovato questo amore cercato.
Nato nel 1891 a Madrid, Pedro Salinas ha lasciato un’importante eredità letteraria, tra cui poesie, saggi e traduzioni. La sua vita è stata segnata da eventi storici e culturali che hanno influito sulla sua attività letteraria. La sua esperienza nella Generación del 27, ad esempio, lo ha portato a sviluppare una poetica profondamente influenzata dalla metafisica spagnola, che si esprime in opere come “La voce a te dovuta”. L’esilio in America, invece, lo ha portato a riflettere sulle conseguenze della guerra civile spagnola e a scrivere opere come “Il contemplato”.
A cura di Maria Pia Latorre ed Ezia Di Monte
Selezione iconografica a cura di Chiara Troccoli Previati
https://www.enciclopediadelledonne.it/edd.nsf/autrici-autori/maria-pia-latorre
Pubblicato il 7 Gennaio 2026





