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Pane e quotidiano con Pierluigi Cappello (III parte)

Pochi grammi di poesia al giorno per stare a contatto con l’universo poetico che vibra intorno a noi.

Malgrado la grave menomazione Pierluigi Cappello riesce a terminare la scuola superiore e frequentare la Facoltà di Lettere di Trieste. Insieme al pittore e poeta friulano Ivan Crico fonda e anima la collana di poesie La barca di Babele edita dal Circolo Culturale del piccolo comune di Meduno, in provincia di Pordenone. Più tardi si trasferisce a Cassacco, un altro comune in provincia di Udine, dove avvia un’intensa attività di promozione letteraria. Nel frattempo scrive versi, in italiano e in friulano. Nel 2006 pubblica con Crocetti Assetto di volo. Il libro ottiene consensi e riconoscimenti: vince il Premio Letterario Nazionale Pisa (gemello dello storico Premio Viareggio) che ha visto premiati, fra gli altri, Alberto Moravia e Umberto Eco; vince anche il Premio Bagutta come migliore opera prima e il Premio San Pellegrino.

 

 

Piangere non è un sussulto di scapole

 

e adesso che ho pianto

non ho parole migliori di queste

per dire che ho pianto

le parole più belle

le parole più pure

non sono lo zampettío delle sillabe

sull’inverno frusciante dei fogli

stanno così come stanno

né fuoco né cenere

fra l’ultima parola detta

e la prima nuova da dire

è lì che abitiamo.

 

da La misura dell’erba (1993-1998)

 

 

Rubrica a cura di Maria Pia Latorre ed Ezia Di Monte

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