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Pane e quotidiano con Valerio Magrelli (II Parte)

Pochi grammi di poesia al giorno  per stare a contatto con l’universo poetico che vibra intorno a noi

Valerio Magrelli nasce a Roma, il 10 gennaio 1957. Frequenta il Liceo Sperimentale della Bufalotta e si iscrive alla facoltà di filosofia dell’università degli Studi di Roma. Subito dopo la laurea intraprende la carriera universitaria diventando professore di Lingua e letteratura francese presso l’Università di Pisa e l’Università di Cassino. Giovanissimo, all’età di ventitrè anni, esordisce con la raccolta ‘Ora serrata retinae’, che viene accolta dal pubblico favorevolmente. Nell’opera si notano subito i tratti del poeta profondo e riflessivo e, al contempo, lieve e ironico.

Nel 1984, assieme all’amico poeta e pittore Gian Ruggero Manzoni, cura la Sezione poesia della  XLI Biennale di Venezia. Sul fronte della letteratura straniera si dedica alla traduzione di Stéphane Mallarmé, Paul Valéry, Paul Verlaine, Roland Barthes; di fatti, nel 1996, il Presidente della Repubblica Scalfaro gli conferisce il Premio nazionale alla traduzione.

(ho spesso immaginato)

 

Ho spesso immaginato che gli sguardi

sopravvivano all’atto del vedere

come fossero aste,

tragitti misurati, lance

in una battaglia.

Allora penso che dentro una stanza

appena abbandonata

simili tratti debbano restare

qualche tempo sospesi ed incrociati

nell’equilibrio del loro disegno

intatti e sovrapposti come i legni

dello shangai.

 

Da ‘Nature e venature’ (Mondadori 1986)

 

rubrica  a cura di Maria Pia Latorre ed Ezia Di Monte

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