David Sassoli, il ricordo di Attilio Romita
12 Gennaio 2022
Miasmi d’Apocalisse
13 Gennaio 2022

Pane e quotidiano con Vittorio Bodini (III Parte)

Pochi grammi di poesia al giorno  per stare a contatto con l’universo poetico che vibra intorno a noi

Vittorio Bodini si iscrive alla facoltà di Lettere e filosofia dell’Università di Roma; nel 1935 lavora ad Asti e nel 1936 a Domodossola, presso il RACI (Reale Automobil Club Italiano). Nel 1937 si trasferisce a Firenze dove riprende gli studi universitari e si laurea nel 1940 in Filosofia, con il filosofo Lamanna, una tesi sulla Teoria dell’incivilimento in Gian Domenico Romagnosi. Nel capoluogo toscano frequenta l’ambiente letterario delle “Giubbe Rosse” e, per interessamento di Montale, riesce a pubblicare alcune poesie e un racconto sulla più prestigiosa rivista “Letteratura”. Tornato a Lecce, vive una fase ermetica e cura con Oreste Macrì la terza pagina del settimanale “Vedetta Mediterranea”, che però ha vita breve (solo dodici numeri). Dal 1942 al 1944 è impegnato sul piano politico, prima nelle fila del Partito d’Azione, da cui si dimette per divergenze interne, poi nel Partito Democratico del Lavoro. Nell’estate del 1944 si trasferisce a Roma come capo ufficio-stampa del segretario del Partito Democratico del Lavoro.Nella capitale partecipa ai dibattiti sulla funzione della letteratura nella società,  giungendo al rifiuto definitivo dell’ermetismo.

Nella penisola salentina

L’amore era una lettera trovata

nel tronco di un olivo; l’ amicizia

il capello spaccato in due, soffiato

nel vento; e la morte

il dente che si serba per il giorno

del Giudizio.

Qui c’erano a accademie

e monaci sapientissimi:

o città gloriose

di sporcizia e abbandono!

Nel mattino senz’uomini allattano i figli

le donne sulle pone o lungamente

si pettinano.

E che neri capelli, che capelli

che non finiscono mai,

fra quelle bianche case con le file

di zucche gialle sulle cornici!

Su un mucchio d’immondizie un gatto feroce

rosicchiava una lisca madreperlacea

guardando avvicinarsi il forestiero

con due occhi terribili.

(da ‘Dopo la luna’)

rubrica  a cura di Maria Pia Latorre ed Ezia Di Monte

 3,713 total views,  1 views today

Condividi sui Social!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *