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Pane e quotidiano con Vittorio Bodini (IV Parte)

Pochi grammi di poesia al giorno per stare a contatto con l’universo poetico che vibra intorno a noi

Nel novembre del ’46 Vittorio Bodini  ottiene una borsa di studio di sei mesi da parte del Ministero degli Esteri spagnolo per svolgere attività di ricerca presso l’Istituto italiano di cultura di Madrid. In Spagna, dove si trattiene fino all’aprile del 1949 svolgendo vari mestieri fra cui quello dell’antiquario, si dedica all’esplorazione di quel paese, che diventa la sua seconda patria, scoprendo le profonde affinità che lo legano al Sud d’Italia. Di questa fondamentale esperienza restano i bellissimi reportage raccolti nel volume ‘Corriere spagnolo’, per l’editore Manni, di Lecce.Nel 1949 ritorna a Lecce, mettendo al centro dei suoi interessi la propria terra, che “riscopre” attraverso uno scavo nella storia e nell’arte, nel costume e nelle tradizioni, con un notevole impegno letterario e civile. Questo che, fino a tutti gli anni Cinquanta, rappresenta il motivo fondamentale della sua opera, è al centro di numerosi racconti e prose e delle sue prime raccolte di poesia, ‘La luna dei Borboni’ (1952), finalista al Premio Viareggio, e ‘Dopo la luna’ (1956), con cui vince il Premio Carducci. Nel 1952 pubblica con l’editore Einaudi di Torino la prima importante traduzione in volume, il ‘Teatro di Federico García Lorca’, e ottiene un incarico di Lingua e letteratura spagnola presso l’Università di Bari.

 

Il cerchio azzurro, le alghe trasparenti

 

Il cerchio azzurro, le alghe trasparenti

che discorso infinito, e così il tuo

d’ occhi e di dolci chine, così pare

mentre con la sinistra la cintura

ti lisci e il desiderio è un leopardo

sulle cabine dove smorza il passo.

Ma chi avrà questa fulva animazione

dopo noi, chi verrà da lontano

o dal denso tuo omero,

scavalcando colori e donne di sabbia,

fino a questo discorso che si arrampica

come la formica risepolta nella sabbia?

Così lotta il meriggio che ascolta

la propria morte nel tuo corpo di rosa,

ma poiché nulla è finito, ora ricordati

quale lugubre luna consumerà questi istanti.

 

(da ‘Dopo la luna’)

rubrica  a cura di Maria Pia Latorre ed Ezia Di Monte

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