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Pane e quotidiano, Filippo Tommaso Marinetti

Il 2 dicembre 1944 morì a Bellagio, Filippo Tommaso Marinetti, ideologo e promotore del futurismo,  movimento letterario, culturale, artistico e musicale italiano dell’inizio del XX secolo.

Nato ad Alessandria d’Egitto nel 1876, Marinetti ebbe, qui e poi a Parigi, una formazione culturale francese. Le sue prime opere creative sono poesie in francese,  in versi liberi di carattere simbolista.
Nel 1905 si trasferì a Milano, dove fondò la rivista internazionale “Poesia”.
Nel 1909, con la nascita del movimento futurista, collaborò a tutti i manifesti “tecnici” e “politici”, promuovendo anche le tumultuose “serate futuriste”. L’acme di violenza e di contestazione inizialmente proposto si stemperò poi nei testi creativi futuristi di Marinetti in uno stile tendenzialmente barocco e di gusto decadente. Dopo essere stato interventista e combattente in guerra, portò il futurismo a fiancheggiare il movimento fascista e con l’avvento del fascismo al potere, ricevette onori e cariche ufficiali, tra cui la nomina ad Accademico d’Italia. Partecipò anche alla Guerra d’Etiopia e alla seconda guerra mondiale, e nel ‘43 aderì alla Repubblica Sociale.

 

 

O Duomo di Milano! Io ti ho spaventato
sfiorando con la mia ala di gabbiano
I tuoi scoscendimenti mostruosi
di secolare scogliera…
Io sono, dici, un milanese che va troppo in fretta.
È infatti la tua tenerezza sbigottita
che colora di giallo e di rosso e di nero
e di verde e di bianco
la pelle trasparente delle tue vetrate camaleontiche.
Sono io che t’irrito, ogni sera, lanciando
la palla del mio cuore più in alto
della tua madonnina dorata!
O piovra smisurata dai tentacoli bianchi,
tu tremi al sentir stringere intorno a te
la vastissima rete delle rotaie scintillanti
con tutti i loro tramvai, anelli multicolori
che la sera s’adomano
d’alghe verdi e di coralli…
Tu piangi sulla tua sorte,
cattedrale arenata in mezzo al chiasso tumultuoso
della più grande stazione del mondo?…
Ah! Ah! Verrà il giorno
— i milanesi ne sono capaci! —
in cui si potrà costruire un treno colossale,
tratto da una gigantesca locomotiva,
per riportarti in paradiso,
d’onde tu fosti spedita, in altri tempi,
dai Fratelli Gondrand!…

 

rubrica  a cura di Maria Pia Latorre ed Ezia Di Monte

 

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